Massimo Mucchetti (Pd): “Stroncato il mio emendamento per fare un piacere a Berlusconi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Gennaio 2015 8:51 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2015 8:51
Massimo Mucchetti (foto Lapresse)

Massimo Mucchetti (foto Lapresse)

ROMA – “Stroncato il mio emendamento per fare un piacere a Berlusconi” dice, intervistato da Repubblica, il senatore del Partito Democratico Massimo Mucchetti: “Serviva a risolvere il problema di chi è azionista di controllo di società partecipate dallo Stato o operanti in regime di concessione – racconta il senatore del Pd – ma la Presidenza l’ha escluso perché estraneo alla materia”.

Cosa c’è che non va, senatore?
«Tanti hanno accusato D’Alema di inciucio e ora che facciamo?».
Andiamo con ordine, senatore.
«L’emendamento riprendeva il mio ddl sull’incompatibilità di origine economica per i parlamentari. Sa, la normativa è degli anni Cinquanta e consente ad esempio a Berlusconi di essere eleggibile perché è padrone senza cariche, mentre Confalonieri non lo sarebbe».
Quindi voleva aggiornare la normativa. Come?
«Se sei eletto, l’antitrust accerta se l’eletto sia incompatibile. E l’eletto sceglie se conservare il mandato parlamentare, vendendo in un anno la partecipazione, oppure decadere».
E siamo a mercoledì.
«La presidente vicaria Fedeli ha cassato l’emendamento che essa stessa aveva firmato per la commissione. Eppure nulla è più affine a una legge elettorale che l’incompatibilità e l’ineleggibilità. Prendo atto della diversità di opinioni in capo alla stessa persona».
Un frutto avvelenato del Nazareno?
«Mi domando se quanto accaduto ha a che vedere con la necessità di non dispiacere a Berlusconi».