Napoli, vigili urbani: su 2.000 più della metà “inabile” a lavorare, scandalo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Luglio 2014 11:26 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2014 11:49
Napoli, 2.000 vigili ma più della metà è "inabile" a lavorare

Vigili urbani

NAPOLI – Napoli ha 2.000 vigili ma più della metà è “inabile” a lavorare. Un dossier interno smaschera l’abuso di certificati medici e permessi sindacali: in 1.110 non possono stare in strada. Mentre da mesi manca un comandante.

Scrive Peppe Rinaldi su Libero:

È l’eterno ritorno del problema italiano per eccellenza: troppi dipendenti pubblici che lavorano poco. E male. Nessuno incide il bubbone, troppo rischio,voti in uscita se soltanto ci si azzardi a pensarlo: anzi, incentivi di 80 euro sono ormai argomento di «rivoluzione politica».

Certo è che a Napoli i record in materia li polverizzano in un batter di ciglia: oltre la metà dei vigili urbani infatti risulterebbe ovunque tranne che sul posto di lavoro. Su un organico di quasi 2 mila addetti, circa 1.100 non svolgono mansioni «stradali», nel senso che la strada la vedrebbero solo durante il tragitto da casa al Comando. Gli altri 900 sarebbero poi i tradizionali «fessi» che lavorano ognun per due: se e quando ciò,naturalmente, verrà confermato.

È il cuore del dossier consegnato a De Magistris, all’assessore al Personale dell’Idv Franco Moxedano e al capo gabinetto del sindaco, Attilio Auricchio, l’uomo che affiancò, in veste di ufficiale dei carabinieri, l’ex pm ai tempi delle gloriose indagini calabresi, oltre ad aver avuto un ruolo centrale in «Calciopoli». Tanto per capire in che ambito ci muoviamo.

Cinque pagine con nomi, date, mansioni, assenze e relativi incroci con certificati medici, permessi sindacali, familiari, legge 104 e via elencando l’armamentario classico. Chi è malato molto, chi è malato poco, chi non sopporta il disagio acustico, chi ha dermatiti da contatto (aereo?), chi è esaurito, chi ha da accudire chi, chi deve presenziare a riunioni per la tutela dei diritti dei lavoratori (bella questa, no?), chi si deve laureare, chi diplomare, chi è troppo giovane, chi è troppo anziano. Tutto ma in strada no: vigilano su scrivanie, in pratica. Questo, al netto degli «eroi» che mantengono il servizio. Millecento su 2 mila sono il 60% del personale, roba da far tremare i polsi se si considerano i pezzi di vita inghiottiti dal traffico più pazzo d’Italia: dal dossier presentato dal dirigente dell’Ufficio legale Francesco Maida si apprende che spesso, anche ne i festivi, di vigili in strada ce ne sarebbero stati appena 200 (…)