“Nord-Ovest, mobilità verso la paralisi”, Marco Morino sul Sole 24 Ore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 febbraio 2014 10:15 | Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2014 10:15
"Nord-Ovest, mobilità verso la paralisi", Marco Morino sul Sole 24 Ore

“Nord-Ovest, mobilità verso la paralisi”, Marco Morino sul Sole 24 Ore

ROMA – “Nord-Ovest, mobilità verso la paralisi” denuncia il Sole 24 Ore riprendendo e citando il rapporto Oti 2013: “La burocrazia e la mancanza di fondi rallentano i cantieri infrastrutturali”.

L’articolo di Marco Morino:

Nord-Ovest a rischio paralisi. Piemonte, Liguria e Lombardia hanno fame di infrastrutture per la mobilità: strade, autostrade, ferrovie, metropolitane, porti e piattaforme logistiche. Ma gran parte delle opere ritenute necessarie avanzano a passi di lumaca e, in molti casi, non avanzano affatto. Nel 2013 l’auspicio che lo sviluppo infrastrutturale del Paese e del Nord-Ovest in particolare potesse rappresentare un volàno per la ripresa economica è stato in gran parte disatteso e al momento non si riscontrano segnali che facciano presagire una concreta inversione di tendenza.
È l’analisi che emerge dal rapporto Oti 2013 promosso da Assolombarda, Unione industriale di Torino e Confindustria Genova. Il documento, ricco di dati e tabelle, verrà presentato lunedì 10 febbraio a Milano, nella sede di Assolombarda, in coincidenza con la prima delle due giornate della Mobility Conference, l’appuntamento annuale dedicato ai problemi delle infrastrutture e della mobilità.
Il Nord-Ovest è una delle più importanti concentrazioni produttive in Europa e nel mondo: 15 milioni di abitanti; 1,6 milioni di imprese (26% delle imprese italiane); 7,4 milioni di occupati (30% dell’occupazione nazionale); 32% del Pil, 41% dell’export e 50% dell’import italiano.
In questi anni si è verificata una crescente pressione sulla rete infrastrutturale dell’area che però non sta trovando riscontro in adeguati investimenti e nuove opere. Inoltre, carenza di fondi e iter procedurali troppo complessi ritardano anche di anni l’inizio di opere già programmate.
Il sistema logistico del Nord-Ovest si trova quindi in una situazione di grave inefficienza e, in molti punti strategici, di sostanziale collasso, che compromettono le potenzialità di sviluppo dell’area. A parte qualche eccezione, osserva l’Oti, nel 2013 si è riscontrato un generale rallentamento sia degli iter di approvazione dei progetti sia dell’avanzamento dei cantieri in corso. Diversi cantieri non hanno rispettato i programmi a causa di insufficiente continuità dei flussi di cassa, di contenziosi amministrativi, di necessità di varianti in corso d’opera e conseguenti rinegoziazioni con le imprese appaltatrici e degli effetti della pesante crisi economica e finanziaria che si ripercuote a tutti i livelli.
Secondo l’Oti hanno presentato ritardi i lavori sulla Pedemontana lombarda, sull’Asti-Cuneo, su alcune opere del nodo stradale milanese (Paullese) e genovese (viabilità a mare), sulle linee ferroviarie di raddoppio del Ponente Ligure, del nodo di Genova, dell’Arcisate-Stabio e della tratta Novara-Malpensa. Così pure si riscontrano ritardi sull’avanzamento delle linee di metropolitana già avviate a Milano e Torino. «I soli spiragli – osserva Rosario Bifulco, consigliere incaricato di Assolombarda per la competività territoriale, ambiente ed energia – provengono dal closing dei project financing di Brebemi e Tangenziale Est esterna di Milano, a dimostrazione che il sistema industriale e quello bancario possono e devono lavorare assieme». Brebemi, il cui avanzamento dei cantieri è pari all’85%, sarà la prima autostrada europea costruita con l’impiego di soli capitali privati, ovvero senza nessun contributo pubblico. Sono invece bloccati i cantieri sulla linea 1 della metropolitana torinese e sulla ferrovia Milano-Mortara.
Rispetto alle progettazioni, sta proseguendo secondo le aspettative il collegamento tra terminal 1 e terminal 2 di Malpensa, mentre si registra uno slittamento delle tempistiche per la tratta transfrontaliera della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, per il completamento della tangenziale Nord di Milano (Rho-Monza) e per la Gronda di ponente sul nodo autostradale di Genova.
Hanno assunto un preoccupante arresto i numerosi progetti ferroviari già segnalati nel rapporto Oti 2012: la tratta Av Brescia-Verona, le connessioni al tunnel del Gottardo, il nodo di Novara, il collegamento da nord a Malpensa, il potenziamento Rho-Gallarate. Analogamente nessun progresso si evidenzia per la linea 2 della metropolitana torinese, così come per la Pedemontana piemontese, la strada Magenta-Tangenziale Ovest di Milano, la Variante alla strada statale del Sempione, la Tangenziale Est di Torino e la quarta corsia di quella esistente, l’asse di Corso Marche di Torino e, infine, per alcune opere viarie di accessibilità a Expo 2015 e a Malpensa. In particolare le opere di accessibilità a Expo hanno visto una riprogrammazione degli interventi sulla base delle risorse effettivamente disponibili.