Omicidio Rafael Cohen, l’ex agente segreto Giulio Trevisani assolto in appello

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 luglio 2015 14:53 | Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2015 14:53
L'articolo del Messaggero

L’articolo del Messaggero

ROMA – “Davanti ai giudici si è sempre dichiarato innocente – scrive Michela Allegri del Messaggero – Non è crollato nemmeno quando gli hanno messo le manette ai polsi, spedendolo in galera per 2 anni. Giulio Trevisani, l’ex agente dell’Aise accusato di aver ucciso il commerciante di origine ebraica Rafael Cohen nel giugno del 2011 ha ascoltato un pubblico ministero sollecitare l’ergastolo nei suoi confronti. E ha sentito un procuratore generale chiedere a gran voce che restasse in cella per trent’anni”.

L’articolo di Michela Allegri: Per due volte, però, ha lasciato le aule di giustizia a testa alta: è stato assolto in primo grado, sentenza confermata ieri in appello. Sono stati i giudici della prima Corte d’Assise di Roma, presieduti da Mario Lucio D’Andria, a leggere il dispositivo che ha affrancato l’ex 007 da ogni accusa. Nuovamente prosciolta anche Alessia Marini, amante di Trevisani, finita insieme a lui sul banco degli imputati per favoreggiamento. Rischiava un anno di reclusione. Secondo la Procura, Trevisani avrebbe ucciso Cohen, 74 anni, per difendere l’onore della donna che amava: la Marini lavorava in un negozio del negoziante, un settantenne, dove avrebbe ricevuto ripetute attenzioni non gradite da parte della vittima.
LA STILETTATA
I fatti risalgono al 13 giugno di 4 anni fa. Sono le 19 quando Cohen arriva a casa. Apre il portone d’ingresso del palazzo in cui abita, in via Rodolfo Lanciani, tra piazza Bologna e Pietralata. Non sa che un uomo lo sta aspettando, nascosto nell’androne, con un coltello stretto in pugno. Rafael non ha nemmeno il tempo di reagire: l’assassino lo raggiunge in pieno petto con un fendente mortale. A stroncare il commerciante, un unico colpo, sferrato senza esitazioni (…).