Rai, i cronisti in vacanza-lavoro a Panama. Paga Impregilo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Marzo 2015 12:32 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2015 12:32
Rai, i cronisti in vacanza-lavoro a Panama. Paga Impregilo

Rai

ROMA – Tre giornalisti di Rai1, Tg2 e Rainews24, più gli inviati di 10 quotidiani e siti, aviotrasportati sul Canale di Panama e nel paradiso dei casinò, Las Vegas, per una settimana a spese della Salini-Impregilo per magnificare la grande opera a 9600 chilometri dall’Italia.

Come raccontano Alessandro Ferrucci e Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano,

una spedizione lunga sette giorni, una traversata oceanica in aereo con tappa a Las Vegas per perlustrare un tunnel idraulico e poi rientrare in Italia e farcire un servizio di almeno trenta secondi cadauno: “Spero che la regia finale valga la spesa – interviene Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei Giornalisti – È un grande spot. Fino a qualche anno fa questo tipo di operazioni si chiamavano educational, allora dissi che noi dovevamo contrapporre un ri-educational per i colleghi, perché i cittadini hanno il diritto a ottenere un’informazione serena. Non ho mai visto un servizio critico da parte di giornalisti chiamati, magari a Dubai, per il lancio commerciale di una nuova automobile o motocicletta”. Uno dei servizi già pubblicati su Rainews ha questo tono: “È una giornata memorabile per l’Italia. Una delle ultime paratoie, 16 in tutto, del complessissimo sistema di chiuse del progetto di realizzazione del nuovo Canale di Panama è stata messa in posa sul lato dell’Oceano Atlantico. (…) Le paratoie made in Italy motivo di orgoglio per il nostro Paese, per il know how, la tecnologia e l’innovazione, non è solo la realizzazione del terzo set di chiuse, ma anche le stesse paratoie. Tutte made in Italy. (…) Una storia italiana nel mondo. E per il mondo”.

PER SALINI-IMPREGILO è stata una splendida operazione, la multinazionale ha speso poche decine di migliaia di euro e ha ricavato una pubblicità dal valore milionario sui mezzi d’informazione nazionali: televisioni, giornali, agenzie, siti. Come spesso accade, la Rai ha partecipato in massa. Era la delegazione più nutrita: cinque testate hanno assistito all’installazione di paratoie da 30 metri, ficcate nell’Atlantico, per allargare il canale. A differenza dei cinque microfoni marchiati Rai sotto il muso di Matteo Renzi per il G8 in Australia, stavolta, l’azienda non s’è allarmata. E pare che per la circostanza – la promozione di un’opera a 9.600 chilometri da Roma – non valga il dogma del dg Luigi Gubitosi: un evento, una telecamera, un giornalista. Ma la presidente Anna Maria Tarantola, intervistata dal fatto-  quotidiano.it  , ha annunciato che la questione sarà portata sul tavolo di Gubitosi: “Me ne occuperò, credo che a livello di direzione generale verranno prese delle decisioni necessarie”. Iacopino, però, s’è informato e assicura che per i cronisti del servizio pubblico non ci sono ostacoli deontologici o di semplice opportunità, anzi è quasi un dovere professionale: “Ho contattato i colleghi della Rai – prosegue Iacopino – e mi hanno detto che sono partiti per rispettare gli obblighi del contratto di servizio, secondo il quale la tv di Stato deve raccontare le grandi imprese italiane all’estero. A me sembra assurdo, ma questo mi hanno detto”. Sì, ma non c’è scritto che devono viaggiare a spese dell’azienda celebrata per l’occasione.