Amianto: 34mila siti da bonificare, 2mila morti all’anno in Italia

Pubblicato il 3 Giugno 2013 18:50 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2013 18:50
Processo Eternit

Eternit, il processo (foto Ansa)

ROMA – Eternit, non solo a Casale Monferrato. Sono infatti più di 32 milioni le tonnellate di amianto ancora presenti in Italia e 34.148 i siti da bonificare, mentre a 20 anni dalla sua messa al bando, la fibra continua a causare oltre duemila vittime all’ anno. In 15 anni (dal 1993 al 2008), secondo quanto emerge dal Registro nazionale dei tumori da esposizione all’amianto, sono stati quasi 16 mila i casi rilevati in Italia, di cui il 50% concentrato fra Piemonte (18%), Lombardia (17,7%) e Liguria (12%).

Nel 93% dei casi il tumore ha colpito la pleura (per inalazione delle fibre). L’amianto, la cui vicenda in Italia ha visto concludersi un nuovo capitolo con la condanna a 18 anni di reclusione per disastro doloso all’imprenditore elvetico Stephan Schmidheiny, imputato a Torino nel processo Eternit, è una delle minacce più serie alla sostenibilità ambientale e alla salute proprio per le sue caratteristiche di incorruttibilita’ e inestinguibilità, e il lungo intervallo di latenza tra l’aspirazione delle fibre e il percorso epidemiologico spiega la possibilità di un picco di casi di cancro a cavallo del 2020.

Inoltre, se è vero che negli anni Settanta se ne estraevano 5 mln di tonnellate l’anno, oggi se ne estraggono comunque 2,5 mln: il problema continua dunque ad esistere, con l’aggravante che esistono Paesi in cui non c’è divieto all’estrazione, ma solo alla commercializzazione. Lo scorso 8 aprile l’ex ministro della salute Renato Balduzzi ha presentato il piano nazionale ora all’esame della Conferenza Stato-Regioni.

Fra gli obiettivi, quello di ampliare i compiti del Registro dei mesoteliomi presso l’Inail – estendendo la sorveglianza alle altre patologie correlate all’esposizione all’asbesto – e favorire la conoscenza dei fattori di rischio occupazionale anche nei casi di malattia che non hanno un’esclusiva causa professionale. Tre le macro-aree d’azione per combattere la fibra killer: tutela della salute, tutela dell’ambiente e aspetti di sicurezza del lavoro e previdenziali.