Coronavirus, la presenza di ammoniaca nell’aria ne facilita la diffusione

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Settembre 2020 17:01 | Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2020 17:01
Coronavirus, la presenza di ammoniaca nell'aria ne facilita la diffusione

Coronavirus, la presenza di ammoniaca nell’aria ne facilita la diffusione (Ansa)

Luoghi con presenza di ammoniaca nell’aria sarebbero particolarmente soggetti alla diffusione del coronavirus

La presenza di ammoniaca nell’aria può aiutare il coronavirus a diffondersi. E’ quanto suggerito da un editoriale firmato da alcuni ricercatori italiani dell’Inail, del Cnr e delle Università La Sapienza di Roma e del Molise. 

L’ipotesi avanzata dagli scienziati parte dall’osservazione che i luoghi dove notoriamente l’atmosfera è ricca di questa sostanza, che determina un pH basico, sono anche dei noti ‘hotspot’ per l’epidemia.

Ammoniaca nell’aria nei luoghi di maggior diffusione del virus

La presenza di ammoniaca nell’aria è una condizione che accomuna le grotte colonizzate da pipistrelli, le aree molto inquinate vicino ai campi trattati con liquami da allevamento e alcuni ambienti di lavoro particolare come i macelli.

Inoltre alcuni coronavirus già noti, come quello dell’epatite murina, cambiano la loro conformazione in presenza di un pH basico. In questi casi infatti assumo una forma che si lega più facilmente alla membrana cellulare.

Il caso dei macelli

“All’interno della via aerea di trasmissione del virus, con particolare rilevanza per ambienti affollati e chiusi, queste osservazioni hanno suggerito un’ipotesi che può rappresentare una causa che contribuisce a interpretare la variabilità geografica della diffusione del virus e l’aumento vertiginoso dei casi di Covid-19 nei macelli di tutto il mondo”, scrivono gli autori.

“L’ipotesi è che in questi ambienti la proteina Sars-CoV-2 trovi, su una frazione delle particelle aerodisperse, un pH basico. Questo pH è favorevole a innescare i cambiamenti conformazionali, necessari per indurre la fusione dell’involucro virale con la membrana plasmatica delle cellule bersaglio”. (Fonte: Ansa)