Coronavirus attacca il cervello. Studio di Yale: succhia l’ossigeno, si replica veloce, spegne i neuroni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Settembre 2020 10:58 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2020 10:58
Coronavirus attacca il cervello

Coronavirus e cervello: lo studio di Yale sull’ infezione nell’area cerebrale (Ansa)

L’infezione da Covid 19 attacca anche il cervello, almeno nei casi in cui si registri una carica virale molto alta nei pazienti più gravi.

Insomma insieme a polmoni e altri organi vitali, anche l’area cerebrale è a rischio: Sars Cov2, il coronavirus penetra nel cervello, probabilmente entrando dalla stessa porta. Il recettore Ace2, con cui viola l’impermeabilità delle cellule.

Coronavirus penetra nel cervello. Lo studio di Yale

Lo studio della Yale University è importante perché offre un significato più ampio alla sintomatologia che contempla cefalee più o meno lievi, fino ad arrivare a encefalopatie più gravi o eventi acuti come l’ictus.

Studio importante sebbene manchi ancora una verifica peer-to peer. E sia stata effettuata solo su organoidi (modelli sintetici equivalenti), cavie e tramite autopsia su pazienti deceduti.

Il virus riuscirebbe a invadere le zone neuronali succhiando l’ossigeno circostante danneggiando o uccidendo i neuroni replicandosi in gran numero. 

Un’estensione fatale se supera certe dimensioni. Peraltro lo studio dimostrerebbe una capacità invasiva più alta dell’attacco condotto sui polmoni. Come faccia ad arrivare al cervello non è chiaro: dal canale olfattivo presumibilmente o dagli occhi, forse dal sangue.

“I nostri risultati suggeriscono che i sintomi neurologici associati a Covid-19 potrebbero essere la conseguenza di un’invasione virale diretta del sistema nervoso centrale”, scrivono gli autori nel paper.

Cioè le complicazioni a livello cerebrale sarebbero effetto diretto dell’azione del virus e non, come può succedere per altri organi, per una risposta autoimmunitaria sproporzionata.

“Nel dettaglio, il nostro lavoro dimostra che il cervello è un punto in cui si manifesta un’elevata potenzialità di replicazione di Sars-Cov-2”. A proposito di risposta immunitaria, almeno una buona notizia: sembra che gli anticorpi riescano a far da scudo all’infezione cerebrale. (fonte La Repubblica)