Coronavirus, Ippolito (Spallanzani) a Blitz: “Ecco perché è raro contagio senza sintomi”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 1 Febbraio 2020 19:29 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2020 19:34
Coronavirus, Ippolito (Spallanzani) a Blitz: “Ecco perché non c’è contagio senza sintomi”

Il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito (nella foto Ansa con il premier Conte e il ministro della Salute Speranza) spiega a Blitz tutto quello che c’è da sapere sul coronavirus

ROMA – Febbre, tosse, affanno: sembra influenza ma potrebbe essere il nuovo coronavirus 2019-nCoV. Sono questi i principali sintomi della malattia che dalla Cina sta spaventando il mondo intero. All’indomani dell’annuncio dei primi due casi confermati in Italia, governo ed esperti si affrettano a rassicurare i cittadini per fermare un male forse anche più letale: la psicosi. Per la prima volta l’Italia ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria: sono state adottate tutte le misure di sicurezza, bloccati i voli da e per la Cina, siamo stati bombardati di informazioni e regole igieniche per difenderci da eventuali contagi. Ma, senza cedere ad allarmismi, una domanda, forse, spaventa più di tutte: è vero o no che il nuovo coronavirus si trasmette anche senza sintomi? 

In una conferenza stampa gli specialisti dello Spallanzani di Roma hanno confermato che il contagio può avvenire solo in presenza di sintomi. Questo rende il coronavirus molto meno subdolo di quanto si pensasse, visto che in precedenza è stato sostenuto, anche da esperti internazionali, che la trasmissione potesse avvenire anche tra persone apparentemente in salute.

Noi di Blitz Quotidiano abbiamo chiesto delucidazioni a Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, che ha attualmente in cura i due turisti cinesi contagiati ed è anche il centro di riferimento nazionale per l’emergenza. Lo stesso che nel 2015 curò i due casi italiani di Ebola. 

E’ vero che il contagio può avvenire solo da chi manifesta i sintomi?

Ancora una volta, l’esperienza di altre infezioni respiratorie ci induce a pensare che ci siano soggetti che possono avere l’infezione ed essere asintomatici, ma il maggior rischio di trasmissione si ha nelle persone che tossiscono e starnutiscono emettendo goccioline contenenti il virus.

Tutte le persone affette da nuovo coronavirus vanno incontro a polmonite?

Assolutamente NO. I sintomi come per tutte le infezioni respiratorie vanno da raffreddore, tosse, febbre fino a forme gravi di polmonite con insufficienza respiratoria.

Quali sono i sintomi più preoccupanti?

Sicuramente le difficoltà respiratorie gravi.

E’ vero che i pazienti guariti da coronavirus sono ancora a rischio reinfezione?

Studi condotti soprattutto su modelli animali con altri coronavirus, come quelli della SARS e della MERS, suggeriscono che ci potrebbero essere soggetti che non sviluppano anticorpi in grado di neutralizzare il virus. Un ricercatore cinese ha affermato che questo rischio esiste anche per l’infezione da questo nuovo coronavirus. È ancora troppo presto per dire se è vero.

Per quanto tempo le persone colpite da coronavirus sono contagiose?

Il Centro Europeo per il Controllo delle malattie stima che il periodo medio di incubazione sia di 5,2 giorni (range 4,1-7,0), con il 95° percentile della distribuzione a 12,5 giorni, che supporta l’utilizzo di 14 giorni come definizione operativa per la tracciabilità e il monitoraggio dei contatti.

Se la psicosi è ingiustificata perché convocare un Cdm e lo stato di emergenza sanitaria?

La psicosi in Italia e nei paesi occidentali non è giustificata alla luce degli interventi messi in atto tempestivamente appena le informazioni sono state rese disponibili. Diversa è la situazione per lo stato di emergenza sanitaria. Come ogni malattia da un virus prima sconosciuto e per il quale non esistono terapie si giustificano interventi speciali, soprattutto dopo che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato per la sesta volta per il nuovo coronavirus l’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale.

Cosa fare se si è tornati di recente dalla Cina o altri Paesi ad alto rischio?

L’area realmente ad alto rischio è la Cina. Se nelle due settimane successive all’arrivo dalle zone colpite si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie) a scopo precauzionale è necessario restare a casa e contattare il proprio medico di famiglia. Alla comparsa dei primi sintomi indossare una mascherina chirurgica, tossire e starnutire direttamente su di un fazzoletto di carta immediatamente eliminato, lavarsi le mani dopo contatto con fluidi corporei. Se è asintomatico è libero di continuare le sue attività abituali, misurarsi la temperatura due volte al giorno, per 14 giorni dall’arrivo in Italia.

Cosa fare se si è ricoverati in un ospedale con casi sospetti o confermati?

Le procedure di isolamento fanno si che non ci sia commistione con malati con diagnosi accertata o sospetta di infezione da nuovo coronavirus.

Cosa fare se si ha il timore di essere stati a contatto con persone potenzialmente infette?

Contattare il proprio medico per una valutazione del rischio.