Coronavirus, -1.500 morti per il calo di inquinamento da lockdown

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Aprile 2020 19:54 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2020 19:54
Coronavirus, -1.500 morti per il calo di inquinamento da lockdown

Coronavirus, -1.500 morti per il calo di inquinamento da lockdown (Nella foto Ansa, Roma)

BRUXELLES  –  Il coronavirus ha fatto migliaia di vittime in Italia, come nel resto del mondo. Ma 1.500 persone nel nostro Paese si sarebbero salvate grazie al calo di inquinamento provocato dal lockdown. 

E’ quanto emerge da un nuovo studio europeo secondo cui il miglioramento della qualità dell’aria avrebbe permesso nell’ultimo mese di evitare 11mila decessi in tutta Europa, quasi 1.500 solo in Italia.

Secondo il Center for research on energy and clean air (Crea), che ha sede a Helsinki, l’Italia è il terzo Paese in Europa per numero di decessi prematuri evitati, dopo la Germania (2.100) e il Regno unito (1.750).

Il lockdown imposto in tutto il continente ha portato ad una riduzione del 40% del livello medio d’inquinamento da biossido di azoto (NO2) e del 10% del livello medio d’inquinamento da particolato.

I ricercatori evidenziano che il calo deriva dal fatto che la produzione di energia dal carbone e il consumo di petrolio, le due principali fonti d’inquinamento per l’aria, sono diminuiti rispettivamente del 37% e del 33%.

Fra gli altri effetti positivi di una ritrovata purezza dell’aria ci sono anche 1,3 milioni di giorni di assenza dal lavoro per problemi di salute, 6mila casi in meno di asma fra i bambini e 1.900 ricoveri d’urgenza per attacchi d’asma.

Per ricavare queste stime il Crea ha usato gli ultimi modelli statistici di rischio che collegano l’esposizione all’inquinamento atmosferico con i danni alla salute.

Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, ogni anno lo smog provoca in Europa 400mila morti premature.

L’Italia è al primo posto per vittime causate da biossido di azoto (NO2), con circa 14.600 decessi, e per ozono (3.000), e ha il secondo numero più alto per il particolato fine PM2,5 (58.600).

Gli effetti del lockdown sull’inquinamento atmosferico e il controverso legame fra lo smog e la diffusione della pandemia sono fra i temi principali che vuole approfondire anche la neonata alleanza scientifica fra Enea, Istituto Superiore di Sanità (Iss) e Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale (Snpa, composto da Ispra e dalle Agenzie Regionali del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente), che hanno avviato il progetto di ricerca congiunto ‘Pulvirus’.

L’iniziativa si svilupperà sull’arco di un anno ma i primi risultati significativi si aspettano già fra pochi mesi. (Fonte: Ansa)