Coronavirus, Oms si stava già preparando? Il report 2019 su cosa fare in caso di pandemia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Marzo 2020 12:35 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2020 12:35
Coronavirus report pandemia 2019: Oms aveva avvisato i governi

Coronavirus report pandemia 2019: Oms aveva avvisato i governi (Foto archivio ANSA)

ROMA – Nel settembre 2019 un gruppo di esperti dell’Organizzazione mondiale della Sanità ha pubblicato il report “Un mondo a rischio”. Un report composto di 48 pagine che studia le pandemie del passato e offre spunti per affrontare quelle del futuro. Una analisi dei rischi derivati da nuove epidemie con diffusione a livello globale che è stata stilata dal gruppo Global Preparedness Monitoring Board (GPMB) e che sembra anticipare l’attuale situazione del coronavirus.

Il report non può essere considerato un segnale premonitore di complotti del coronavirus dell’ultimo minuti, dato che ogni anno viene stilato da un gruppo di esperti basandosi su pubblicazioni scientifiche di varie riviste che riguardano le vecchie epidemie o i modelli di diffusione di nuove epidemia.

Nel report “Un mondo a rischio” i tecnici dell’Oms scrivono: “Anche se la malattia ha sempre fatto parte dell’esperienza umana, una combinazione di trend globali tra cui il meteo estremo e instabile, ha alzato di molto il rischio. La malattia prospera nel disordine e ne trae vantaggio, con epidemie che sono in aumento nei passati decenni e lo spettro di un’emergenza sanitaria che incombe”.

Sono solo le prime parole del report, che prosegue così: “Se è vero che “il passato è un prologo” per il futuro, allora esiste una reale minaccia di pandemia in rapido movimento e altamente letale da un patogeno respiratorio che ucciderà tra i 50 e gli 80 milioni di persone e cancellerà circa il 5% dell’economia mondiale. Una pandemia globale su tale scala sarebbe catastrofica, creando un caos diffuso. Il mondo non è preparato”.

In effetti, il report dell’Oms sembra descrivere perfettamente la situazione della provincia dell’Hubei in Cina e dell’Italia, ma anche degli altri Paesi europei ora in corso. In realtà, lo studio condotto da 15 esperti del GPMB nominati dall’Oms si basa sui dati di altre pandemie, come la febbre suina H1n1 del 2009 e l’epidemia di Ebola, ancora ampiamente diffusa in Africa.

L’obiettivo degli esperti dell’Oms nel rapporto, che viene redatto annualmente, è quindi quello di mettere in guardia sia gli scienziati dai rischi su larga scala di eventuali epidemie, ma soprattutto i politici. Un monito lanciato a settembre 2019, sei mesi fa, che tristemente è passato inosservato in un momento in cui il coronavirus ancora non si conosceva e questa pandemia non era nei nostri pensieri.

Lo studio ha preso in considerazione 1483 eventi epidemici in 172 Paesi che si sono verificati tra il 2011 e il 2018, tra cui la Sars, la Mers, l’Ebola e la febbre gialla. Tutti virus che hanno provocato epidemie ad alto impatto e potenzialmente rapida diffusione. 

Il documento purtroppo si è fatto “profeta” per la situazione dei sistemi sanitari nazionali, tanto che in un passaggio affrontava il problema: “La grande maggioranza dei sistemi sanitari nazionali non sarebbe in grado di gestire un grande afflusso di pazienti infettati da un agente patogeno respiratorio capace di una facile trasmissibilità e di un’ elevata mortalità”. Tanto più che “i governi, gli scienziati, i sistemi sanitari di molti Paesi stanno affrontando un crollo della fiducia pubblica che minaccia la loro capacità di funzionare in modo efficace”.

Anche la crisi delle Borse era stata prevista alla pagina 30: “La Banca Mondiale stima che una pandemia influenzale globale costerebbe all’ economia 3.000 miliardi di dollari, ovvero fino al 4,8% del Pil; il costo sarebbe del 2,2% del Pil anche per una pandemia influenzale moderatamente virulenta”.

Insomma, sei mesi fa l’Oms aveva dato gli strumenti per cominciare a riflettere sulla possibilità che un nuovo virus, come già avevano fatto quelli analizzati in passato, potesse portarci a una situazione di pandemia. Nessuno si è curato del documento pubblicato ogni anno e ora, come ha dichiarato il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, non si può far altro che confermare il quadro già prospettato: “Questa è la crisi sanitaria che segna la nostra epoca. Crisi così tirano fuori il meglio e il peggio dell’umanità”. Non ci resta che attendere.

(Fonte GPMB/Oms)