Coronavirus, Oms: “No vaccinazioni di massa prima di metà 2021”

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2020 - 16:30 OLTRE 6 MESI FA
Vaccini, nuova guerra fredda. "Pfizer efficace al 90%", "Sputnik al 92". Chi offre di più?

Vaccini, nuova guerra fredda. “Pfizer efficace al 90%”, “Sputnik al 92”. Chi offre di più? (Foto Ansa)

Non ci sarà una vaccinazione diffusa prima della metà del prossimo anno.

Le vaccinazioni di massa per il coronavirus “non ci saranno realisticamente prima della metà del 2021”. Lo ha detto Margaret Harris, portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), parlando con i giornalisti a Ginevra.

Harris ha specificato che “sei dei nove candidati vaccini sono in fasi avanzate di sperimentazione, alcuni in fase 3 degli studi clinici”.

“Questa fase 3 richiede più tempo perché dobbiamo vedere quanto il vaccino sia veramente protettivo e quanto sia sicuro”, ha spiegato riferendosi agli studi clinici in corso.

La portavoce dell’Oms ha ribadito l’importanza di eseguire controlli rigorosi sui vaccini per garantirne efficacia e sicurezza.

L’Organizzazione mondiale della sanità prevede dunque che programmi di vaccinazioni di massa contro il coronavirus non potranno avere inizio prima della metà del 2021.

Il vaccino russo produce anticorpi

Intanto i primi dati della sperimentazione sull’uomo del vaccino russo Sputnik V contro Covid-19 evidenziano “un buon profilo di sicurezza senza eventi avversi per 42 giorni”.

E’ stata inoltre verificata “una risposta degli anticorpi entro 21 giorni”. E’ quanto evidenziano i risultati preliminari di due studi non randomizzati di Fase 1-2, pubblicati su Lancet e condotti su 76 volontari a cui è stato somministrato il vaccino in due ospedali di Mosca.

La ricerca è stata condotta dal Gamaleya Institute of Epidemiology and Microbiology (Mosca). Il 26 agosto è stata approvata la fase 3 della sperimentazione del vaccino su 40mila volontari che verranno costantemente monitorati attraverso un’applicazione online.

Uno degli studi ha preso in esame la formulazione congelata del vaccino e un altro la formula liofilizzata.

La prima è prevista per un uso su larga scala, la seconda è stata sviluppata per le zone difficili da raggiungere e, in quanto è più stabile, il futuro vaccino potrà essere conservato a 2-8 gradi centigradi.

Il vaccino russo include due vettori di adenovirus, quello umano ricombinante di tipo 26 (rAd26-S) e l’adenovirus umano ricombinante di tipo 5 (rAd5-S), che sono stati modificati per esprimere la proteina spike del Sars-CoV-2.

Gli adenovirus sono anche indeboliti in modo che non possano replicarsi nelle cellule umane e non possano causare malattie come, ad esempio, il raffreddore.

Ma dagli Usa l’International Vaccine Access Center avverte: “L’efficacia clinica per qualsiasi vaccino Covid-19 non è stata ancora dimostrata”. (Fonti: Ansa, Adnkronos).