Coronavirus peggio della Sars (più contagi). Fuga dalla Cina: stop aerei, Starbucks, Toyota…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Gennaio 2020 9:50 | Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2020 9:53
Coronavirus peggio della Sars (maggiore numero di contagi). Cina: cancellati aerei British Airways, anche Trump ci pensa

Coronavirus peggio della Sars (più contagi). Cina: cancellati aerei British Airways, anche Trump ci pensa (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Il Coronavirus peggio della Sars, almeno come numero di contagi. Anche se il tasso di mortalità, al momento, è inferiore alla pandemia di poco meno di 20 anni fa. Il bollettino di chi muore e chi contrae il virus aumenta di giorno in giorno e ogni Paese pensa a misure di sicurezza e la Cina rischia di essere isolata a livello di aerei: per questo Trump valuta la sospensione di tutti i voli dalla Cina, la British Airways ha già attuato il blocco, l’Australia spedisce chi è stato a Wuhan sulla sua famigerata isola-carcere. E anche le aziende cominciano a prendere le proprie decisioni: Toyota ha sospeso la produzione nelle fabbriche cinesi, Starbucks ha chiuso oltre 2mila punti vendita.

Coronavirus: i contagi superano quelli della Sars.

Con i 5.974 casi annunciati questa mattina dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc) cinese, il contagio del coronavirus di Wuhan ha superato in Cina quello del 2002-2003 legato alla Sindrome respiratoria acuta grave (Sars), fermatosi a quota 5.327, in base alle statistiche ufficiali dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Quanto ai decessi, i 132 casi finora imputabili al coronavirus di Wuhan sono ancora lontani dai 349 di fine 2003.

Il coronavirus di Wuhan ha causato finora in Cina 132 morti, a fronte di casi accertati portatisi a 5.974 unità: è il bilancio stilato alle 8:00 locali (l’1:00 in Italia) dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc) cinese.

I casi di coronavirus confermati nella giornata di ieri sono 1.459, meno dei 2.077 registrati nella giornata di lunedì, a segnalare un possibile inizio del rallentamento del contagio.
I casi sospetti si attestano a 9.239. Sono 103 le persone che hanno superato l’infezione e che sono state dimesse dopo il ricovero ospedaliero. Nel conteggio della cosiddetta Grande Cina – includendo Hong Kong, Macao e Taiwan – i casi confermati sfiorano le 6.000 unità, a quota 5.997.

Trump vuole sospendere i voli dalla Cina.

La Casa Bianca ha comunicato a tutte le compagne aeree che sta considerando di sospendere tutti i voli da e per la Cina di fronte all’escalation dell’emergenza coronavirus. “Non si esclude nulla”, ha detto il ministro della sanità Alex Azar.

British Airways ha già sospeso i voli da e per la Cina.

La British Airways ha annunciato la sospensione immediata di tutti i suoi voli verso la Cina a causa della epidemia del nuovo coronavirus che finora ha contagiato 6 mila persone.

Toyota chiude le fabbriche in Cina.

Toyota ha interrotto la produzione in Cina fino al 9 febbraio, per i timori che l’infezione da coronavirus si diffonda ancora più rapidamente. “Considerati vari fattori, tra cui le linee guida dei governi locali e regionali e la situazione della fornitura di componenti, a partire dal 29 gennaio, abbiamo deciso di interrompere le operazioni nei nostri stabilimenti in Cina fino al 9 febbraio” – ha annunciato il portavoce della casa automobilistica – Maki Niimi. “Monitoreremo la situazione e prenderemo eventuali ulteriori decisioni sulle operazioni il 10 febbraio”.

Starbucks chiude oltre 2mila negozi in Cina.

Starbucks ha annunciato la chiusura temporanea di metà dei propri punti vendita in Cina sui timori di contagio del coronavirus. La catena di negozi di caffè non è la prima a chiudere negozi nel Paese: pochi giorni fa anche McDonald’s aveva annunciato una decisione simile. Alla fine del 2019 Starbucks contava in Cina 4.292 negozi, il 16% in più dell’anno precedente. La chiusura, ha precisato la società, avrà un impatto sul trimestre e sull’intero anno fiscale.

Coronavirus: Australia manda sull’isola-carcere chi è stato a Wuhan.

Polemiche in Australia per la proposta del premier Scott Morrison di spedire i 600 australiani di ritorno da Wuhan, epicentro del nuovo coronavirus cinese, sull’isola di Natale (Christmas Island), famigerato centro di detenzione migranti. Due settimane in quarantena a 2.000 km dal continente, questo il piano del governo australiano secondo quanto riportato dalla Bbc, per scongiurare il pericolo di contagio.

Al momento sull’isola abita soltanto una famiglia di quattro persone che viene dallo Sri Lanka, ma le strutture costruite appositamente per accogliere migranti possono ospitare fino a 1.000 persone. In passato il centro di detenzione di Christmas Island è finita al centro della cronaca per presunte violazioni di diritti umani e per le pessime condizioni. (Fonte Ansa).