Salute

Gastro, endoscopie, chirurgia: 500 mila infezioni in ospedali, cliniche…

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L’interno di un ospedale pubblico (foto Ansa)

ROMA – Gastro, endoscopie, chirurgia: 500 mila infezioni in ospedali, cliniche… E una cifra di morti conseguenti a queste infezioni (fonte Ministero della Salute) che oscilla a seconda delle varie stima tra 5.000 e 7.000. Tanto per avere un termine di riferimento i morti per incidenti stradali in Italia sono ogni anno circa tremila.

Mezzo milione di volte è successo che, entrati in ospedale pubblico o clinica privata o struttura sanitaria, ambulatorio o quel che sia, entrati per un intervento chirurgico o esame endoscopico soprattutto, se ne esca avendo contratto un’infezione da batteri o virus. Batteri o virus incontrati proprio lì, in sala operatoria o durante un’endoscopia, talvolta, molto meno, in corsia.

Mezzo milione…e non è una maledizione divina. Succede fondamentalmente (come racconta Paolo Russo su La Stampa) perché un’accorta manutenzione degli strumenti e dei luoghi chirurgici ed endoscopici arriva a conteggiare ben 53 operazioni di pulizia della strumentazione e dei locali. Ma 53 passaggi di garanzia appaiono a molti, e lo sono, molto costosi. E allora si risparmia.

Succede perché andrebbe incrementato e di molto il ricorso a strumenti e parti di strumenti di indagine mono uso. Ma il mono uso totale è difficile da organizzare e costa. E allora si risparmia.

E succede anche, di meno, perché le strutture di areazione di ospedali vecchi di 60/90 anni andrebbero rifatte. E costa un sacco e allora si risparmia.

E succede che, se risparmia l’ospedale che fa migliaia di gastro ed endoscopie, figurati la clinica privata che ne fa decine, al massimo centinaia.

Succede perché…si risparmia. Ma il bello, anzi il bruttissimo, è che non si risparmia. Il costo di quelle 500 mila infezioni tradotto in nuove cure, costi sociali e di welfare, insomma il costo aggiuntivo per la Sanità pubblica (solo quella) è di cinque miliardi. L’anno s’intende.

Cinque miliardi con cui rifai gli impianti di areazione, vai di mono uso, pulisci 53 volte cateteri e sonde endoscopiche.

Ma come si fa a farlo davvero? Chi l’ha mai fatto? Non si è mai fatto! Sono le obiezioni di amministratori, tecnici e imprenditori della Sanità pubblica e privata. E allora, se non si può fare, non c’è che continuare a “risparmiare”  al ritmo attuale: negli ultimi dieci anni infezioni per interventi chirurgici aumentate del 61,2 per cento, infezioni per controlli endoscopici aumentate del 79,6 per cento.

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