Influenza più forte, saranno colpite 6 milioni di persone. Virus, due nuovi ceppi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Ottobre 2019 9:31 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2019 9:31
Influenza, due nuovi virus, a rischio 6 milioni di persone

Influenza 2019/20: meno casi ma più aggressivi

ROMA – Quest’anno, avvertono i virologi, saranno in circolazione due varianti del virus dell’ influenza più insidiosi. L’H1N1 nella fascia pediatrica e l’H3N2 in quella anziana. Per queste categorie più a rischio i medici continuano a consigliare la difesa preventiva del vaccino perché prevedono rischi maggiori di complicanze. Cioè forse meno casi ma più aggressivi. Gli altri virus in circolazione sono B/Colorado e A/Kansas, che sono già noti dalle precedenti stagioni.

6 milioni di persone saranno colpite

Il virologo e direttore di Osservatorio Influenza, Fabrizio Pregliasco, intervistato da Repubblica, fa il punto sulla situazione: “La stagione influenzale in termini di stime potrà colpire circa 6 milioni di persone. E’ importante prepararsi all’inverno proteggendosi con il vaccino anti-influenzale. Purtroppo ancora oggi è necessario fare informazione per educare la popolazione, soprattutto le categorie a rischio, a ricorrere alla vaccinazione”.

Influenza e forme simil-influenzali

Il virologo, sempre parlando di vaccinazione, spiega anche l’importanza di riconoscere i sintomi che distinguono l’influenza vera e propria da forme para-influenzali più innocue 8il classico raffreddore). “L’efficacia della vaccinazione viene messa in discussione per una mancata conoscenza delle differenze tra i virus che sono protagonisti dell’influenza e che la vaccinazione contrasta, e i virus (ne esistono oltre 250) responsabili di forme simil-influenzali che hanno sintomatologie diverse e che spesso vedono protagoniste le alte vie respiratorie (tosse raffreddore e mal di gola)”.

L’influenza vera e propria invece “si manifesta con febbre alta oltre i 38, dolori osteoarticolari/muscolari insieme a tosse, raffreddore naso che cola, mal di gola. Inoltre si protrae, se non si manifestano complicanze, dai 5 ai 7 giorni”. (fonte La Repubblica)