Palermo. Valeria Lembo Morì per un’overdose di chemio: chiuso il reparto

Pubblicato il 21 Aprile 2012 - 00:34 OLTRE 6 MESI FA

PALERMO – Chiuso per mancanza di sicurezza: il ministro della Salute Renato Balduzzi e l'assessore alla Sanita', Massimo Russo, hanno disposto la sospensione temporanea delle attivita' dell'Unita' oncologia medica del Policlinico ''Giaccone'' di Palermo. Una decisione clamorosa che non ha precedenti e che arriva dopo la morte, il 29 dicembre scorso, a Palermo, di una donna di 34 anni, Valeria Lembo, tre settimane dopo essersi sottoposta alla quarta seduta di chemioterapia.

Sposata e madre di un figlio di 7 mesi, sarebbe stata vittima di un drammatico errore: i medici le avrebbero somministrato 90 milligrammi – invece che 9 come prescritto dai protocolli – di una molecola chemioterapica, la vinblastina, usata per combattere il morbo di Hodgkin.

L'ispezione alla struttura aveva evidenziato ''elevati e permanenti livelli di rischio per pazienti e operatori e per la mancanza delle garanzie circa le necessarie condizioni di qualita' e di sicurezza''.

La vicenda porto' all'apertura di un'indagine che vede coinvolti 5 medici. L'infermiera che preparo' ben 15 fiale di farmaco (invece che una e mezza) prima della somministrazione avrebbe chiamato la dottoressa che aveva effettuato la prescrizione, ma il medico, che il 7 dicembre aveva visitato la paziente insieme a uno specializzando, le avrebbe detto di andare avanti.

Il marito della paziente morta, Tiziano Fordilino, un operaio della Fincantieri, si rivolse alla magistratura, non credendo alla tesi dei medici che parlavano di problemi gastrointestinali. I magistrati titolari dell'inchiesta sono Emanuele Ravaglioli e Francesco Grassi.

Intanto, tra le criticita' riscontrate dall'ispezione, saltano agli occhi ''le prescrizioni effettuate prima di vedere i pazienti e senza rivalutazione; controllo insufficiente delle giacenze dei farmaci chemioterapici e della tenuta dei frigoriferi; preparazione affidata, a rotazione, al personale infermieristico, talvolta precario; mancato coinvolgimento della farmacia; inosservanza delle regole rispetto al ruolo degli specializzandi''.

In tutto sono 20 i punti di criticita' gestionale, organizzativa, strutturale e sanitaria rilevati dalla Commissione del Ministero e riportati nella delibera dell'assessorato regionale per la Salute con cui si dispone la sospensione delle attivita' dell'Unita' Operativa del Policlinico.

Nel reparto ''tutto sembra affidato al caso e a prassi dettate da consuetudini diffuse verbalmente e non codificate''. In sostanza un pericolo per i pazienti e per gli operatori.