Slot e video poker: tessera sanitaria necessaria per giocare e niente spot

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Giugno 2014 - 15:54 OLTRE 6 MESI FA
Slot e video poker: tessera sanitaria necessaria per giocare e niente spot

Slot e video poker: tessera sanitaria necessaria per giocare e niente spot

ROMA – Per giocare alle slot machine e ai videopoker servirà la tessera sanitaria, mentre sui tagliandi delle lotterie istantanee troveremo scritto che “questo gioco può ridurti in povertà”,  “vietato ai minori” e “nuoce gravemente alla salute”. Queste alcune delle misure di prevenzione a cui la Camera sta lavorando per porre un freno al dilagante fenomeno della ludopatia. La commissione Affari sociali di Montecitorio da otto proposte di legge iniziali è già approdata a un testo unico di dodici articoli, relatrice Paola Binetti (Sc), per salvaguardare soprattutto i giovanissimi: il 20% degli under 18 frequenta sale Bingo e slot e la tentazione riguarda anche i più piccoli. Si stima che addirittura 400 mila bimbi fra i 7 e i 9 anni hanno già scommesso la paghetta su lotterie, scommesse sportive e bingo.

Tecnicamente si chiama Gap, gioco d’azzardo patologico, una malattia a tutti gli effetti che agli occhi del legislatore produce effetti ancor più devastanti del fumo di sigaretta. Ma non è solo un fatto anagrafico. Attraverso il tesserino sanitario, sarà possibile accedere ad una banca dati che conterrà tutte le informazioni sulla tipologia di giocatore: quanti soldi ha giocato, quando, con quale frequenza. Sarà inoltre possibile introdurre un tetto oltre il quale non sarà più possibile scommettere. Insomma i controlli saranno rigidissimi e a ciò si aggiungerà il divieto assoluto di pubblicità, come per le sigarette. Chi sgarra potrà pagare multe salatissime fino a 500mila euro e perdere concessione ed esercizio.

In Commissione Affari Sociali il testo gode dell’unanimità, ma bisognerà attendere i pareri delle altre Commissioni prima del suo approdo in Aula. Intanto gli emendamenti sin qui approvati vanno nella direzione di un attacco mirato all’azzardo al punto che il gioco compulsivo rientra nei livelli essenziali di assistenza sanitaria.