Stamina, nel protocollo dosi di cellule adatte a topi, non a umani

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 gennaio 2014 18:00 | Ultimo aggiornamento: 9 gennaio 2014 19:23
Stamina, nel protocollo dosi di cellule adatte a topi, non a umani

Davide Vannoni (Foto Lapresse)

ROMA – Stamina, ancora una bocciatura dal Comitato scientifico del ministero della Salutela quantità di cellule staminali mesenchimali indicata nel protocollo equivale a quella che viene utilizzata nei trapianti nel topo e non nell’uomo.

Dal protocollo Stamina emerge inoltre che le cellule sono ottenute in coltura primaria, ossia dalla prima coltura cellulare e senza ricorrere ai successivi passaggi seriali utilizzati normalmente nei laboratori per ottenere una quantità di cellule adatta al trapianto nell’uomo. La dose utilizzata per i trapianti cellulari nell’uomo, si osserva nei documenti prodotti dal Comitato scientifico, è di circa due milioni per chilogrammo di peso corporeo, mentre il protocollo Stamina prevede il trapianto di due milioni di cellule in totale, come nel caso della Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), e l’adeguamento al peso corporeo non viene indicato con una dose esatta.

L‘agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha diffidato gli Spedali Civili di Brescia ”dal procedere al prelevamento e al conseguente trasferimento di campioni cellulari riferibili al metodo Stamina. 

La diffida arriva insieme alla notizia della richiesta, a parte di un ricercatore americano che lavora nei National Health Institutes (Nih), di poter analizzate le cellule trattate con il metodo Stamina presso gli Spedali Civili di Brescia. L’esperto americano lavora nel più importante laboratorio dedicato alle cellule mesenchimali dell’Nih. Dopo la richiesta del direttore del Diabetes Research Institute di Miami, Camillo Ricordi, domande analoghe sono state presentate da altri tre ricercatori italiani.

Recentemente il protocollo ideato da Davide Vannoni è stato cassato anche dalla rivista scientifica Nature, che ha espresso nei giorni scorsi “seri e profondi dubbi e preoccupazioni sulla sicurezza e sull’efficacia del metodo” e sulla validità di un protocollo in parte copiato da Wikipedia, come avevano rilevato gli esperti del primo Comitato scientifico istituto dal ministero della Salute per esprimere un parere sul metodo Stamina.