Tampone antigenico in farmacia: non servono medici, risultato in un’ora

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Ottobre 2020 8:45 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2020 8:45
Niente tamponi agli asintomatici, la proposta delle Regioni. Crisanti: "Sarebbe catastrofe"

Niente tamponi agli asintomatici, la proposta delle Regioni. Crisanti: “Sarebbe catastrofe” (Foto Ansa)

Si fa direttamente in farmacia, senza medici o infermieri. Il risultato in un’ora. Comincia la sperimentazione per il tampone antigenico, o tampone rapido.

Manca ancora una conferma ufficiale, ma il tampone antigenico in farmacia arriverà molto presto. Il Trentino è il primo territorio in Italia ad effettuare il tampone antigenico, che garantisce un tempo di risposta molto rapido, di circa un’ora, in farmacia. Si fa senza la presenza di personale medico o infermieristico ma formando i farmacisti stessi.

Il via libera a questa proposta è arrivata dal ministro della Salute Roberto Speranza: “In farmacia si fanno già i test sierologici in alcune Regioni – ha detto il Ministro – proviamo a fare una sperimentazione come sta avvenendo a Trento per effettuare gli antigenici anche in farmacia”

Che cos’è il tampone antigenico

Questo tipo di tampone ricerca elementi che costituiscono la struttura del virus. Diventa positivo quando il virus è presente nell’organismo in quantità sufficiente per essere rilevato. Rispetto al test molecolare (RT-PCR) questo test ha tempi di risposta più rapidi. Anche il Ministero della Salute sta adottando il tampone antigenico per valutare i rientri in Italia da territori a maggior diffusione di COVID-19. 

Risultato negativo: non ci sono antigeni virali nel tampone analizzato. Il soggetto probabilmente non è infetto né contagioso. Esistono però falsi negativi per lo più dovuti allo scorretto timing del prelievo: un prelievo troppo precoce non lascia al tempo al virus di svilupparsi, un prelievo tardivo non trova il virus perché il sistema immunitario l’ha già eliminato.

Risultato positivo: sono stati riscontrati antigeni virali, è necessario confermare la positività con test molecolare. Nel frattempo il paziente deve considerarsi infetto e contagioso.

Verso l’accordo sui test rapidi dai medici di famiglia

Il ministro Speranza ha anche ribadito che si sta lavorando ad una convenzione con i medici di base per far sì che siano loro ad effettuare i tamponi rapidi che il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri sta acquistando. 

Proprio in vista di questa novità medici di famiglia, Conferenza Stato-Regioni e sindacati si ritroveranno lunedì per un accordo sui test rapidi in carico ai medici di medicina generale.

La nuova normativa prevede l’adesione volontaria dei camici bianchi e una possibile aggiunta contrattuale all’accordo collettivo di lavoro dei medici di base.

L’atto di indirizzo indica che questa attività sia limitata al periodo dell‘epidemia influenzale sul territorio nazionale in modo da favorire la diagnosi differenziale tra le due patologie.

Prevede inoltre che ad essere coinvolti siano i medici di assistenza primaria e i pediatri di libera scelta “per evitare che il rafforzamento di tali attività gravi esclusivamente sui Dipartimenti di Sanità Pubblica”. (Fonti Ansa e Today).