Vaccini: la terza dose sentenza-ammissione che Covid non è finito

di Lucio Fero
Pubblicato il 19 Agosto 2021 - 10:32 OLTRE 6 MESI FA
Vaccini: la terza dose sentenza-ammissione che Covid non è finito

Vaccini: la terza dose sentenza-ammissione che Covid non è finito (Foto d’archivio Ansa)

Vaccini e vaccinati: in Occidente (Nord America ed Europa) percentuali di popolazione vaccinata in doppia dose che oscillano tra il 50 e il 70 per cento. Ad estate finita e ad autunno incipiente resterà quindi non vaccinata una quota media di popolazione stimabile intorno al 30 per cento o poco meno nelle più ottimistiche previsioni, anzi auspici.

Uno su quattro degli abitanti dei paesi dove vaccini ci sono e vengono distribuiti gratis affronterà l’ultima parte dl 2021 senza essersi vaccinato. Basta e avanza.

Vaccini: Asia, Africa, America Latina sotto il 50 per cento

In Asia e America Latina per non dire in Africa la vaccinazione avrà, in media, alla fine dell’estate, raggiunto meno della metà della popolazione. E questo se va molto bene. Uno su due, ad essere ottimisti, degli abitanti dell’Asia, Africa e Sud America sarà vaccinato a fine 2021, l’altro no. Basta e avanza.

Vaccini coprono tra il 70 e il 90 per cento

Non sono creme solari, quando si dice di coperture al 70 o 80 o 90 per cento riguardo ai vaccini non si intende (e non si dovrebbe capire) fa fuori o rende inoffensivi il 70 o 80 o 90 per cento dei virus che incontra. Percentuale di copertura vuol dire che su sette, otto o nove vaccinati su dieci vaccino ha pieno effetto, funziona. Sui rimanenti tre, due o uno invece no.

Vaccini, tutti i vaccini danno a circa otto vaccinati su dieci la successiva immunità dal contagio e a nove vaccinati su dieci danno (e scusate se è poco) la condizione immunitaria per cui, in caso di contagio, niente ospedale, men che mai terapia intensiva e/o decesso. Ma in media, restano vulnerabili al contagio due vaccinati su dieci e suscettibili di malattia severa o grave un vaccinato su dieci. Bastano e avanzano.

Bastano e avanzano per cosa?

Sommare il 30 per cento di popolazione occidentale che (anche per rifiuto) non sarà a settembre-ottobre vaccinata con la metà e più della restante popolazione mondiale che alla stessa data non sarà vaccinata e aggiungere circa il 15 per cento dei vaccinati sui quali l’immunizzazione ha scarso effetto.

Aggiungere ancora la quantità impossibile da ipotizzare di vaccinati su cui vaccino ha fatto pieno effetto ma che, causa il trascorrere dei mesi, stanno perdendo protezione immunitaria. Cosa dà il totale? Dà che Covid non è finito. Dà una quantità di popolazione mondiale enorme ancora contagiabile e potenzialmente contagiosa, dà una previsione e prospettiva di malati e morti ancora e ancora rilevante se non debordante.

La terza dose

Alcuni paesi e governi già la somministrano, altri la programmano, altri ancora la immaginano solo come risposta d’emergenza. Perché la terza dose se terza dose arriva? Perché vaccini non funzionano, perché virus è più forte? Risposte tanto immediate e facili quanto sbagliate e sballate.

Con la grande maggioranza della popolazione mondiale non vaccinata ad un anno e passa dai vaccini, con il trenta e passa per cento di non vaccinati alle nostre latitudini e con società e attività tutte riaperte i vaccini stanno funzionando alla grande. La vaccinazione come estirpazione della pandemia è atto medico collettivo o non potrà mai essere eradicazione della pandemia stessa.

I tempi forzatamente o colpevolmente lenti della vaccinazione su scala planetaria e i tanti non vaccinati (soprattutto per loro scelta) in Europa e Usa impediscono la chiusura del virus in un labirinto di vaccinati senza uscita. Il virus ha vasti territori umani da colonizzare e nel frattempo i vaccinati sono sottoposti al biologico fenomeno dell’attenuarsi della risposta anticorpale.

La terza dose è, se sarà, per aver il tempo di vaccinare i non vaccinati e per dare più tempo di immunità ai vaccinati. Covid non è finito e comincerà davvero a finire quando e solo se il rapporto numerico tra non vaccinati e tempo dato al virus di replicarsi piegherà decisamente verso il basso. Il che, oggi, purtroppo non è. Tu chiamala, se vuoi, terza dose.