Vaiolo delle scimmie, ci saranno molti casi. Ma non è grave e i vaccinati (fino agli anni ’80) non lo prendono

Vaiolo delle scimmie, tre casi, ce ne saranno molti altri. Ma non è virus che porti malattia grave, si risolve da sola i 2/3 settimane. Vettori i ratti e i cani, si trasmette per contatto stretto e prolungato. Non è in alcun modo una malattia legata alla omosessualità.

di Riccardo Galli
Pubblicato il 20 Maggio 2022 - 09:15
Vaiolo delle scimmie, ci saranno molti casi. Ma non è grave e i vaccinati (fino agli anni '80) non lo prendono

Vaiolo delle scimmie, ci saranno molti casi. Ma non è grave e i vaccinati (fino agli anni ’80) non lo prendono

I più anziani o anche semplicemente i non proprio giovani stavolta rischiano di meno: sono vaccinati. Vaccinati col vecchio, quasi dimenticato ma ancora efficace, vaccino anti vaiolo. Vaccino contro il vaiolo umano che funziona da barriera anche contro il cosiddetto vaiolo delle scimmie. In realtà per tutti c’è poco da rischiare. Il rischio più consistente è quello della chiacchiera disinformata su questa patologia. Il rischio è che se ne parli a vanvera.

Tre casi, ce ne saranno altri

Tre casi finora in Italia, ce ne saranno altri, molti altri è la previsione di chi studia le sindrome infettive. Ce ne saranno altri di casi, quasi una certezza, però con la stessa certezza la previsione è che non ci saranno casi gravi. Per dirla con parole profane, la malattia è leggera, il decorso è benigno. Insomma il vaiolo delle scimmie ha un brutto nome, una pessima immagine, può mettere paura ma non è una malattia grave. Quasi sempre si risolve da sola in un paio di settimane.

Come si trasmette

I vettori sono in realtà più che le scimmie, con le quali ovviamente è improbabile entrare in contatto, i ratti e i cani. E poi il virus si trasmette per contatto prolungato, insomma un faccia a faccia non occasionale e limitato nel tempo. Si trasmette anche durante contatto sessuale ma perché quello sessuale è appunto contatto stretto e prolungato. Non è in alcun modo, come già qualcuno malamente diffonde, una malattia degli omosessuali.

Come si manifesta

Il vaiolo detto delle scimmie si fa vedere, la sintomatologia è abbastanza manifesta: le vescicole sull’epidermide. In presenza di questo sintomo il contagiato deve limitare i suoi contatti e vanno evitati i contatti stretti e prolungati con lui. Questa la profilassi. Che si riassume in una ovvia prudenza.

Ci mancava solo il vaiolo…

E’ il pensiero che un po’ tutti stanno avendo, ci mancava anche questa…Ma non è il vaiolo, quello che deturpava se non uccideva prima che le popolazioni fossero vaccinate. Non è e non diventa il vaiolo umano. Ci ricorda però questo virus del vaiolo delle scimmie che la vita e l’evoluzione dei virus non è sotto controllo umano, che i virus convivono con noi, si spostano sul pianeta, mutano, si adattano all’ambiente. Soprattutto quando l’attività umana li costringe a mutare ambiente perché modifica o distrugge l’habitat in cui il virus stava, per così dire, fermo e confinato. E ci ricorda che…

Siamo vivi anche perché vaccinati

Sulla parte in alto del braccio destro o sinistro chi era bambino negli anni ’70 e ’80 porta il segno della vaccinazione anti vaiolo. Vaccinazione che ha fatto del vaiolo umano un virus praticamente eradicato, tolto, eliminato. E da piccoli altre vaccinazioni negli anni ’50 (polio soprattutto) e nei decenni a seguire. Vaccinazioni grazie alle quali letteralmente si è allungata la vita. Di tutti noi come popolazione e di ciascuno come individuo. Siamo vivi anche perché vaccinati, farci un pensierino adesso che ritorna in circolo la parola vaiolo, la parola, non il virus.