Antimateria, primo fascio prodotto e intrappolato al Cern di Ginevra da Asacusa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 gennaio 2014 15:41 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2014 15:42
Antimateria, primo fascio prodotto e intrappolato al Cern di Ginevra da Asacusa

Antimateria, primo fascio prodotto e intrappolato al Cern di Ginevra da Asacusa (Credit Photo: Cern)

ROMA – Il primo fascio di antimateria è stato prodotto e intrappolato nell’acceleratore del Cern di Ginevra. Un nuovo traguardo per gli scienziati del Cern dopo la scoperta del Bosone di Higgs. Gli atomi di anti-idrogeno sono stati prodotti e “ingabbiati” nel corso dell’esperimento Asacusa, una collaborazione che vede protagonisti anche i ricercatori italiani dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Infn.

Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Communications, è il primo strumento concreto per studiare le proprietà della materia ”specchio”, nella quale le particelle hanno la stessa massa ma opposta carica elettrica rispetto alla materia ordinaria. Luca Venturelli, coordinatore del gruppo italiano della collaborazione Asacusa e ricercatore dell’università di Brescia, ha dichiarato:

“Attorno a noi vediamo soltanto materia, ma non abbiamo mai trovato nemmeno un anti-atomo: dove sia finita l’antimateria è un mistero”.

E proprio dall’esperimento Asacusa potrebbe arrivare una risposta sull’antimateria: la possibilità di osservare per la prima volta da vicino tanta antimateria potrebbe aiutare a  spiegare come mai, se al momento del Big Bang materia e antimateria si sono prodotte in uguali quantità, oggi viviamo in un mondo fatto di materia, mentre non resta più nulla dell’antimateria. Questa disparità, che i fisici chiamano ‘asimmetria’, è un vero rompicapo.

In una sorta di ‘tubo’ lungo tre metri e mezzo i fasci di antimateria sono stati prodotti e poi bloccati. In questo modo i ricercatori sono riusciti a identificare 80 atomi di anti-idrogeno. La difficoltà è nel tenere assolutamente separate materia e antimateria perché, queste si annullerebbero a vicenda in una gigantesca esplosione.

Se oggi il prossimo passo di questa ricerca è avere fasci di antiparticelle sempre più ricchi e stabili, in futuro ha un sapore di fantascienza. L’antimateria potrebbe diventare infatti una straordinaria fonte di energia e potrebbe essere alla base di futuri sistemi di propulsione, ad esempio per motori di astronavi interplanetarie come quelli immaginati nella serie Star Trek.