
Aterosclerosi, individuato un nuovo fattore di rischio (blitzquotidiano.it)
Negli ultimi anni abbiamo scoperto una serie di fattori che contribuiscono allo sviluppo delle malattie cardiovascolari, ampliando la nostra comprensione di queste condizioni debilitanti. Recentemente, un team di ricercatori del Centro Nacional de Investigaciones Cardiovasculares (CNIC) in Spagna ha identificato un nuovo fattore di rischio per lāaterosclerosi, una patologia in cui le placche di grasso si accumulano nelle arterie, che rappresenta la causa principale di molte malattie cardiovascolari come infarti e ictus.
Questo fattore ĆØ lāematopoiesi clonale, un processo che coinvolge le cellule staminali ematopoietiche del sangue.
Che cosāĆØ lāematopoiesi clonale?
Lāematopoiesi clonale si verifica quando alcune cellule staminali ematopoietiche del midollo osseo, o nel flusso sanguigno, acquisiscono mutazioni genetiche che ne alterano la normale funzione. Queste cellule mutate iniziano a proliferare in modo anomalo, producendo una quantitĆ maggiore di cellule del sangue con lo stesso difetto genetico. Questo processo, a lungo termine, puĆ² avere conseguenze serie sulla salute.
La ricerca ha dimostrato che lāematopoiesi clonale aumenta il rischio di sviluppare alcuni tipi di tumori del sangue, ma ora sappiamo che rappresenta anche un nuovo e significativo fattore di rischio cardiovascolare. Le mutazioni che causano lāematopoiesi clonale, pur essendo comuni nelle persone anziane, possono essere presenti anche in individui piĆ¹ giovani e apparentemente sani, rendendo questa condizione un potenziale pericolo nascosto per molte persone.
LāImpatto dellāematopoiesi clonale sullāaterosclerosi
Lo studio condotto dal CNIC, pubblicato su Nature Medicine nel 2024, ha rivelato come lāematopoiesi clonale sia direttamente collegata allo sviluppo dellāaterosclerosi. Lāaterosclerosi ĆØ una malattia cronica delle arterie, in cui si accumulano placche composte da grassi, colesterolo, calcio e altre sostanze. Questo restringimento delle arterie limita il flusso sanguigno e aumenta il rischio di eventi cardiovascolari, come infarti o ictus.
I ricercatori hanno scoperto che le persone con mutazioni legate allāematopoiesi clonale presentano un rischio maggiore di sviluppare placche aterosclerotiche. A differenza di altri fattori di rischio, come lāipertensione, lāalto colesterolo o il diabete, lāematopoiesi clonale ĆØ un fattore legato a mutazioni genetiche che influenzano la funzione delle cellule del sangue. Queste mutazioni possono indurre le cellule ematiche a produrre livelli piĆ¹ elevati di mediatori infiammatori, promuovendo cosƬ lāaccumulo di placche nelle arterie.
Lāaspetto innovativo di questa scoperta ĆØ che fornisce una chiara evidenza che lāematopoiesi clonale ĆØ una causa dellāaterosclerosi, piuttosto che una conseguenza. Questo significa che la presenza di mutazioni genetiche nelle cellule staminali del sangue puĆ² accelerare lo sviluppo della malattia aterosclerotica, aumentando il rischio di eventi cardiovascolari gravi.
Colchicina, un potenziale trattamento
Accanto alla scoperta del nuovo fattore di rischio cardiovascolare, i ricercatori hanno individuato una possibile soluzione terapeutica per ridurre il rischio associato allāematopoiesi clonale. Lo studio pubblicato sullāEuropean Heart Journal suggerisce che la colchicina, un farmaco antinfiammatorio utilizzato da decenni per il trattamento della gotta, potrebbe svolgere un ruolo chiave nel contrastare gli effetti dellāematopoiesi clonale.
La colchicina agisce riducendo lāinfiammazione, un processo che si pensa sia alla base del legame tra ematopoiesi clonale e aterosclerosi. PoichĆ© le mutazioni genetiche nelle cellule del sangue promuovono lāinfiammazione e lāaccumulo di placche nelle arterie, la colchicina potrebbe essere utile nel prevenire o rallentare questo processo. Questa scoperta apre la strada a trattamenti personalizzati per i pazienti che presentano mutazioni genetiche legate allāematopoiesi clonale.
Tuttavia, ĆØ importante sottolineare che questa nuova prospettiva terapeutica richiede ulteriori studi clinici per comprendere appieno i benefici e i potenziali rischi dellāuso della colchicina in questo contesto. Gli esperti stanno ora lavorando per sviluppare protocolli di trattamento specifici per i pazienti con ematopoiesi clonale, che potrebbero includere lāuso della colchicina in combinazione con altre terapie preventive.
La relazione tra ematopoiesi clonale e malattie cardiovascolari

Un aspetto chiave dello studio ĆØ stato chiarire il legame tra ematopoiesi clonale e malattie cardiovascolari. La ricerca ha dimostrato che le persone con mutazioni legate allāematopoiesi clonale hanno un rischio significativamente piĆ¹ alto di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto a coloro che non presentano queste mutazioni.
Questo fattore di rischio si aggiunge alla lista dei ben noti fattori che contribuiscono allo sviluppo delle malattie cardiache, come lāipertensione, il colesterolo alto, il diabete, il fumo e lāobesitĆ . Tuttavia, a differenza di questi fattori tradizionali, lāematopoiesi clonale ĆØ legata a cambiamenti genetici acquisiti durante la vita di una persona, piuttosto che a scelte di stile di vita o condizioni preesistenti.
Lo studio ha inoltre fornito una comprensione piĆ¹ chiara del meccanismo con cui lāematopoiesi clonale contribuisce allāaterosclerosi. Le cellule del sangue mutate producono mediatori infiammatori che promuovono lāinfiammazione cronica nelle arterie, un processo che accelera la formazione di placche aterosclerotiche. Questo ciclo di infiammazione e accumulo di placche aumenta significativamente il rischio di eventi cardiovascolari gravi, come infarti e ictus.