Alcoa, è da chiudere o no?

Pubblicato il 11 settembre 2012 14:11 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2012 14:17

“Disposti a tutto”. Con questo parole d’ordine gli operai dell’Alcoa si sono schierati a difesa dei propri diritti contro la chiusura dell’impianto di Portovesme.

Sono 800 le persone che rischierebbero il posto (500 operai + 300 appaltati) nel caso in cui non si trovasse un accordo di continuità con l’azienda americana proprietaria della fabbrica.

Lunedì 10 settembre 350 operai hanno protestato a Roma di fronte al ministero dello Sviluppo economico dove contemporaneamente andava in scena un incontro tra i dirigenti statunitensi, esponenti del governo, enti locali e sindacati. Nell’incontro l’Alcoa si è detta disponibile a cercare un accordo con due aziende: Klesch e Glenocore. Accordo che servirebbe a salvare i posti di lavoro e a mantenere in attività il sito.

All’origine della decisione dell’azienda, oltre alla crisi della domanda di alluminio, c’è la decisione, prima dell’Europa e poi dell’Italia, di non concedere più tariffe agevolate, a carico degli italiani, all’impianto dell‘Alcoa.

Sulla questione la stampa nazionale si è divisa: secondo quella tradizionalmente più vicina alla sinistra, bisognerebbe salvaguardare i posti di lavoro. Ma c’è chi, come Luca Ricolfi su La Stampa, pensa che la soluzione migliore sia quella di dare i sussidi direttamente agli operai.

Blitzquotidiano vi chiede: Alcoa è da chiudere o no?

 

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