Bakayoko, replica social a Gattuso: “Mai rifiutato di entrare”. L’insulto? “Ho solo risposto a tono”

di Dini Casali
Pubblicato il 7 maggio 2019 9:40 | Ultimo aggiornamento: 7 maggio 2019 9:41
Bakayoko, replica social a Gattuso: "Mai rifiutato di entrare". L'insulto? "Ho solo risposto a tono"

Bakayoko, replica social a Gattuso: “Mai rifiutato di entrare”. L’insulto? “Ho solo risposto a tono”

ROMA – Per Rino Gattuso l’incidente, diciamo così, con Bakayoko, si sarebbe dovuto concludere a quattr’occhi, ci avrebbe pensato lui a rimettere in riga il suo giocatore, magari dentro uno stanzino, al riparo da occhi e orecchie indiscreti, com’è nel suo stile. Non è andata così: oggi il calciatore francese ha scritto un lungo post sui social perché lui a passare per uno che si rifiuta di entrare in campo quando chiamato non ci sta.

La sua versione dei fatti smentisce quella circolata sui media, quel “fuck you man” irrispettoso non era che la reazione alle parolacce, dobbiamo immaginare, rivoltegli dall’allenatore. Di seguito pubblichiamo il testo del post che, a questo punto, sancisce la rottura con il mister e in prospettiva con il club che per averlo l’anno prossimo dovrebbe ancora riscattarlo. Anche perché il centrocampista era finito in panchina dopo il ritardo di un’ora all’allenamento del primo maggio.

“Sono molte settimane che si parla di me sulla stampa, ma non ho mai avuto niente da dire e ho continuato a lavorare. D’altra parte quello che è successo stasera e l’interpretazione che si è cercato di dare alla cosa, mi obbligano a reagire immediatamente perché non accetto che mi si faccia passare per un giocatore che si è rifiutato di entrare in campo quando l’allenatore glielo ha chiesto e che non ha rispettato il suo club ed i suoi compagni di squadra. Per iniziare, in panchina ero pronto a dare il 200% anche se avessi dovuto giocare 5’ stasera. Quando Lucas ha cominciato a soffrire in campo, mi è stato chiesto di cominciare a prepararmi nel caso in cui ci fosse stato un cambio. Io mi sono preparato subito e ho iniziato a riscaldarmi massimo in 2-3 minuti. Quindi mi è stato detto di tornare in panchina: il tutto è avvenuto tra il 23′ ed il 26′. È stato quando mi sono riseduto in panchina che l’allenatore si è rivolto a me con termini che non mi aspettavo ed io stavo solo ripetendo le sue parole. Niente di più. Che le cose siano chiare: non ho mai rifiutato di entrare in gioco. Mi sembra che le immagini parlino da sole. Io avevo un unico desiderio: entrare in campo ed aiutare i miei compagni come ho sempre fatto e come farò fino alla fine della stagione. Forza Milan!”.