Mourinho-Balotelli e il mistero sulla rissa alla Pinetina

Pubblicato il 31 Marzo 2010 18:42 | Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2010 13:57

Cosa sia successo tra il tecnico dell’Inter Mourinho e Balotelli domenica 15 marzo alla Pinetina resta ancora un mistero. L’attaccante è fuori dal campo di gioco da diverso tempo: ciò ha favorito anche le voci per cui sarebbe già un giocatore del Milan.

La cosa più semplice sarebbe stato chiederlo all’allenatore portoghese, ma Mourinho non si è mai sbilanciato rispondendo sempre che si tratta di una scelta tattica. «Balotelli non è qui, non vedo perché debba parlare di lui. Altrimenti dovrei farlo per tutti gli altri non convocati. Conta di più chi c’è qui o chi è rimasto a casa?».

La prima rottura tra i due arriva martedì 9 marzo, due giorni dopo Inter – Genoa: Mourinho richiama in più di un’occasione dalla tribuna il giovane attaccante perché a un certo punto della partita aveva smesso di giocare.

Zanetti nel secondo tempo prova a chiedere il cambio per il compagno, ma la sua richiesta rimane inascoltata. Branca, che deve sostituire Mou davanti alle telecamere perché il portoghese è squalificato, giustifica la prestazione dell’attaccante così: «Mario non stava bene». Si sparge la voce: ha addirittura giocato con la febbre. Nessuno si prende la briga di dire nulla su questa vicenda, ma si capisce che c’è agitazione. Il medico Combi in serata chiama la famiglia del giocatore per capire chi ha tirato fuori la storia della febbre e, preoccupato, chiede di non essere messo in mezzo. Mario, intanto, si riprende, dopo aver passato il sabato notte con la febbre alta e dopo un attacco di dissenteria e vomito che si scatena tra il primo e il secondo tempo.

Potrebbe finire tutto qui, invece Mourinho stufo di leggere sui giornali che ha preferito far giocare un malato piuttosto che Eto’o, chiama l’ufficio stampa nerazzurro e detta un comunicato per spiegare la sua versione. Marco Branca blocca tutto e così Mou, ancor più irritato, fa da solo e, tramite il suo portavoce decide di parlare.

«Quale febbre? La febbre l’avevo io, non lui… – racconta alla Gazzetta dello Sport-. Io e il dottor Combi sappiamo che Mario non aveva la febbre: farlo giocare in quelle condizioni non sarebbe stato etico. La febbre di Mario è una bugia». L’Inter , Balotelli e  la sua famiglia restano basiti.

Mourinho intanto ribadisce di avere ragione, ma c’è chi dice che Mario fosse davvero debilitato e con la febbre. A questo punto l’Inter che aveva anche iniziato le trattative per il rinnovo del contratto dell’attaccante si ferma in attesa di nuovi sviluppi: da qui iniziano a rincorrersi le voci che vedono Balotelli già un giocatore del Milan come se Moratti tra i due avesse già scelto il tecnico invece del giocatore.

L’episodio vero è proprio però succede domenica 14 marzo: l’ennesimo rimprovero, l’ultimo di una lunga serie, scatenala reazione di Balotelli.I due sarebbero arrivati alle mani durante l’allenamento ad Appiano Gentile. Il capitano Javier Zanetti e lo staff tecnico hanno evitato il peggio placando la furia del giovane attaccante.

Tra i vari motivi che hanno portato alla rottura, si dice anche che Mourinho non abbia mai gradito come i fratelli Balotelli gestissero Mario, e ha ancor meno apprezzato il cambio di velocità nella gestione del giocatore: affidare il talento alle mani di Mino Raiola, l’uomo di Ibrahimovc, è stato recepito in casa nerazzurra come un gesto di sfida troppo netto perché potesse passare inosservato. Inoltre  Super mario, non convocato per Catania,invece di seguire la squadra in Sicilia come la regola del gruppo vorrebbe, se n’è rimane a Milano e si fa fotografare all’uscita del ristorante con il nuovo procuratore.

In queste ore, Balotelli dice di non dover chiedere scusa a nessuno dato che si trova dalla parte della ragione aggiungendo che racconterà cosa sia successo esattamente alla Pinetina solo al momento giusto. Staremo a vedere dato che fino ad adesso si rincorrono solo voci e ipotesi. Anche il contatto fisico non è mai stato confermato.

Balotelli, 19 anni, secondo molti osservatori reagisce in questo modo perché troppo giovane: l’attaccante  continua a ricevere molte critiche malgrado la poca simpatia che Mourinho riscuote tra gli addetti ai lavori. L’ultima è del presidente del Coni Petrucci che interpellato prende posizione a favore di José Mourinho: «Io sto dalla parte del tecnico. Mourinho conosce bene la situazione e decide per il bene del gruppo».