Il senso della giustizia di Berlusconi: “Io coraggioso, temerario, eroico”. E anche un po’ imbroglione su gol e rigori

di Lucio Fero
Pubblicato il 14 Marzo 2011 14:33 | Ultimo aggiornamento: 14 Marzo 2011 14:50

MILANO- “Posso tranquillamente affermare che c’era un rigore nettissimo su Pato e due gol regolari che ci sono stati annullati…Il fallo di mano di Ibra? L’arbitro poteva lasciar perdere per un senso di giustizia dopo aver annulato il gol di Robinho”. Sono parole sue e questo è “il senso della giustizia” (sportiva?) di Silvio Berlusconi, ci ha tenuto ad esporlo, difenderlo e diffonderlo in occasione della festa dei 25 anni del Milan appunto berlusconiano. Dunque, vediamo: il gol di Robinho nella partita contro il Bari è segnato con il giocatore milanista in fuori gioco. Così ha detto l’arbitro Brighi e così hanno “detto” tutte le telecamere e moviole. Ma per Berlusconi presidente del Milan quello è gol valido. E il secondo gol annullato, quello appunto di Ibrahimovic, è appunto annullato perché prima Ibra si aggiusta la palla con un tocco di braccio allungato. In campo Ibra non nega e neppure nega Berlusconi a partita finita. Però il “senso di giustizia” di Berlusconi esigeva e comandava che l’arbitro “lasciasse perdere” perché aveva già annullato un gol al Milan. Infine il “rigore nettissimo su pato”, nettissimo ovviamente sulla parola…di Berlusconi.

E’ un “senso della giustizia” che Berlusconi applica solo al calcio? E’ un “senso della giustizia” solo tifoso e che riguarda solo i tifosi del pallone? Alla seconda domanda la risposta è un chiaro e netto: No. E’ un “senso della giustizia” diffuso, radicato, esteso, per nulla da sottovalutare e tutt’altro che limitato al recinto del campionato. Milioni di italiani pensano che una sentenza sia “giusta” alla esclusiva condizione che dia loro ragione e sono assolutamente indisponibili a considerare la possibilità che una sentenza sia giusta se proclama il loro torto. Basta guardare ler scene e ascoltare le dichiarazioni di avvocati, parenti, amici e conoscenti ad ongni sentenza in ogni aula di Tribunale. E anche l’idea della giustizia “compensativa” è di massa e condivisa. Oggi ho già preso una multa quindi è “giusto” che possa infrangere altre regole di traffico senza essere multato ancora…Mi hai fatto un accertamento fiscale tre anni fa, è “giusto” che non mi sottoponi ad altro accertamento…Sono frasi e pensiero di “senso comune” che equivalgono a quella di Berlusconi: “Aveva annullato il gol di Robinho, doveva lasciar perdere la mano di Ibra”. E non per sudditanza, compiacenza ma per “senso di giustizia”.

Giustizia (sportiva?) è dunque per Berlusconi milanista imbrogliare un po’ le cose perché le cose vadano a posto, per “spingere” le cose ad andare a posto. La gran parte dei milanisti saranno d’accordo con Berlusconi e, in fondo, saranno d’accordo con lui anche i tifoso delle altre squadre quando l’imbroglio che mette le cose a posto dovesse riguardare la propria di squadra. Giustizia solo sportiva, quel tipo di “senso della giustizia” Berlusconi lo applica solo nel campo di calcio? Difficile che un uomo così dotato di profonda autostima possa scindersi e contraddirsi. Berlusconi premier di governo in tema di giustizia non calcistica si è appena definito: “Coraggioso, temerario, eroico”. Sentito e pesato quel che ha detto dopo Milan-Bari (ma è la centesima e non la prima volta) si può aggiungere e completare: “Coraggioso, temerario, eroico e anche un po’ imbroglione”. Peccato che le sue frasi il suo “senso della giustizia” calcistica sia finito nelle pagine di sport dei giornali, meritavano a buon diritto le pagine di politica.