Calcio, i Sauditi lo vogliono cambiare, ma anche Amnesty vuole vederci chiaro. Rivoluzione già cominciata

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 17 Ottobre 2021 12:04 | Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2021 12:27
Calcio, i Sauditi lo vogliono cambiare, ma anche Amnesty vuole vederci chiaro. Rivoluzione già cominciata

Calcio, i Sauditi lo vogliono cambiare, ma anche Amnesty vuole vederci chiaro. Rivoluzione già cominciata

Calcio, i Sauditi vogliono cambiarlo. Preparano la rivoluzione del pallone. Le grandi manovre di questi giorni lo confermano. Piovono dubbi, polemiche, sospetti.

Ad esempio il recente acquisto del Newcastle (storico club inglese fondato nel 1892) da parte di un fondo sovrano dell’Arabia Saudita  – il PIF – ha sollevato molte perplessità e domande oltremanica. No, non per l’esagerata cifra (407 milioni di euro) sborsata dal principe ereditario Mohammed bin Salman e subito accettata dalla Premier senza alcun rossore.

Ma, come riferisce in queste ore il giornale londinese The Guardian (che si autodefinisce “ principale voce liberal del mondo“), sull’affare vuole vederci chiaro anche Amnesty Inernational, premio Nobel per la pace 1977.

L’organizzazione non governativa internazionale impegnata nella difesa dei diritti umani – sede centrale proprio a Londra – ha chiesto alla Premier, convocando l’ad Richard Masters , “di aggiornare le regole di acquisizione delle proprietà per impedire a chi è implicato in casi gravi di violazione dei diritti umani di entrare  a far parte della passione e del fascino del calcio inglese “. Come finirà? I petrodollari vinceranno.

Altra rivoluzione in atto. I Mondiali di calcio ogni due anni. E chi ha presentato la proposta? Manco a dirlo, la Federazione calcistica della Arabia Saudita al 71esimo congresso Fifa. Non solo, per essere più convincenti e portarsi avanti, hanno chiamato Arsene Wenger, francese di Strasburgo, vent’anni allenatore  dell’Arsenal. Obiettivo: allenare una selezione di giocatori. Che scenderà in campo, per una amichevole , contro il  Paris Saint-Germain (di proprietà degli sceicchi del Qatar) in occasione della “Riyadh Season “.

Scelta non casuale: Wenger oggi è il responsabile dello sviluppo mondiale della Fifa e uomo di punta del progetto del Mondiale biennale. Arabia Saudita e Qatar sono due potenze alleate della Fifa.

Ma c’è dell’altro nel futuro del calcio

Lo ha detto Wenger. Anche  gli arbitraggi saranno rivoluzionati specie per quanto riguarda  l’offside. Si sta studiando  una tecnologia semi-automatica per segnalare il fuorigioco e per fornire il Var di informazioni aggiuntive. Il calcio di una volta è destinato a scomparire . Così vogliono vogliono i Paperoni sauditi.

Da ultimo ricordiamo la recentissima proposta di Infantino, presidente Fifa dal febbraio dal 2016: fare i Mondiali del 2030 in Israele ed Emirati coinvolgendo anche i Palestinesi. Sta a vedere che il calcio riconcilierà due mondi e spianerà la strada della pace. Magnifico.