Calcio scommesse. Procura di Bari: “Temiamo per le persone a rischio”

Pubblicato il 10 Maggio 2012 16:03 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2012 17:26

BARI – ”Siamo stati costretti ad intervenire prima della fine del campionato perche’ l’attivita’ di intimidazione e la capacita’ di condizionamento e’ proseguita e rischiava di compromettere l’esito ulteriore delle indagini e l’incolumita’ di alcune persone”. Lo ha detto il Procuratore di Bari, Antonio Laudati, commentando in una conferenza stampa l’arresto di tre ultra’ del Bari nell’ambito dell’inchiesta sul Calcio scommesse. ”C’e’ un primo episodio – ha riferito Laudati – in cui a Bari doveva essere svolta una partita del Foggia per indisponibilita’ dello stadio Zaccheria. Questi soggetti hanno impedito che la partita si svolgesse a Bari con minacce violente e atteggiamenti intimidatori nei confronti di istituzioni pubbliche, per cui la partita e’ stata trasferita a Lecce”. Laudati ha poi parlato di ”azioni di rappresaglia nei confronti di alcuni giocatori”.

”Una persona che era stata molto dettagliata su quello che accadeva negli spogliatoi e’ l’ex capitano del Bari, Gillet, e nei suoi confronti – ha detto il procuratore – era stata programmata una spedizione punitiva a Bologna per indurlo a ritrattare o comunque ridimensionare le dichiarazioni che aveva fatto. Queste persone – ha detto ancora Laudati – avevano cominciato a prendere di mira alcuni giornalisti, i quali per primi avevano avuto il coraggio di denunciare e commentare in maniera molto significativa quello che era negativo nel comportamento dei tifosi”.

Laudati ha spiegato che gli arresti odierni rientrano nella seconda delle tre tranche in cui si articolano le indagini della Procura di Bari sulla vicenda Calcioscommesse. ”Il tema di fondo della nostra indagine – ha spiegato – e’ l’interferenza, il danno che le scommesse hanno creato nel mondo del calcio: gli interessi economici in gioco fanno si’ che ci siano spinte molto forti dall’esterno delle societa’ di calcio per corrompere i protagonisti sul campo, o per alterare il risultato, e in questo caso si consuma la frode sportiva, o per condizionare singoli eventi. Il secondo modo di interferire e’ l’intimidazione, un aspetto tipico della criminalita’ organizzata da cui nasce l’omerta’, che consente di tutelare propri interessi e realizzare scopi illeciti”.

Nel raccontare le modalita’ con le quali avvenivano le minacce, Laudati ha detto che ”non di propria iniziativa, ma mandate da alcuni scommettitori, queste persone hanno ripetutamente minacciato i giocatori del Bari per costringerli a perdere le partite”. Ha quindi ricordato l’antidoping della partita Bari-Chievo, durante il quale alcuni di questi ultra’ si si sono introdotti nello spogliatoio, e ancora quanto accaduto durante gli allenamenti prima delle partite Cesena-Bari del 17 aprile 2011 e Bari-Sampdoria del 24 aprile 2011. ”Sulla scorta di precedenti minacce ricevute dagli scommettitori – ha detto il procuratore – queste persone si sono presentate in maniera violenta e hanno preso a schiaffi i giocatori, creando un clima di paura”.

Il ruolo degli scommettitori riguarda dunque la terza tranche dell’indagine, ancora in corso, sul riciclaggio del denaro e i movimenti di denaro delle scommesse. ”L’utilizzo dei tifosi – ha detto Laudati – in un meccanismo che chiamo ‘sistema criminale’ e’ stata una delle modalita’ con le quali si riuscivano a condizionare i giocatori e le societa’per lucrare dall’esito delle scommesse”. Sulla parte di indagine che il primo aprile scorso ha portato all’arresto dell’ex difensore del Bari Andrea Masiello e dei suoi amici Giacobbe e Carella, il procuratore ha parlato di ”ultimi accertamenti in corso” e poi della chiusura ”subito dopo la fine del campionato”.

Nell’analisi della vicenda fatta dal sostituto Ciro Angelillis, titolare del fascicolo d’inchiesta, emerge ”lo stesso schema – ha detto in conferenza stampa – dei reati contro la pubblica amministrazione. Questo e’ un reato contro la persona, ma quando il legislatore negli anni ’80 ha inteso tutelare penalmente il corretto svolgimento delle competizioni sportive, lo ha fatto perche’ lo ha ritenuto un patrimonio importante per la societa’. Episodi come questi finiscono per avere una portata di danno esponenziale, perche’ per esempio di fronte ad un errore clamoroso di un giocatore o all’atteggiamento passivo di una squadra, si alimenta ormai la cultura del sospetto”.

Il gip di Bari Giovanni Abbattista ha spiegato: ”Tra le righe delle dichiarazioni dei calciatori baresi” minacciati dai tre ultra’ arrestati oggi si legge ”un forte senso di frustrazione ed impotenza per non aver rinvenuto un adeguato interlocutore ed idonea ‘protezione’ nemmeno nella societa’ dinanzi alle minacce provenienti dai capi-ultra”’. Abbattista lo ha scritto nel provvedimento di arresto per violenza privata aggravata notificato dai carabinieri ad Alberto Savarese, di 47 anni, Roberto Sblendorio, di 41, e Raffaele Loiacono, di 34.

Secondo il giudice, attorno ai calciatori gli ultra’ avevano creato un ”clima di terrore” prima di Cesena-Bari e Bari-Sampdoria per le minacce fatte dai tre supporter agli atleti per indurli a perdere le due gare.    Dopo che i calciatori destinatari delle minacce – annota il giudice – comunicarono ai loro compagni quanto accaduto, tutta la squadra sprofondo’ in uno ”stato d’animo di ulteriore angoscia e turbamento”. Cio’ determino’ di fatto, viene rilevato,  ”la tenuta agonistica non irresistibile e ‘remissiva’ dei calciatori in occasione di detti incontri (terminati con la sconfitta del Bari, ndr), disputati sotto il peso psicologico della coazione dei capi-ultra”’.

Non irrilevante – a giudizio del magistrato –  e’ ”il perdurante difetto di adeguata ‘protezione’ istituzionale o societaria dei calciatori e la loro sensazione di impotenza dinanzi agli eventi”. Il giudice esclude che le pretese degli ultra’ di imporre, con minacce e violenza, la sconfitta ai propri beniamini contro il Cesena e la Sampdoria sia stata dettata dal fatto di non agevolare gli avversari storici del Lecce che all’epoca dei fatti si contendevano la salvezza in A proprio con Cesena e Samp.