Carlo Tavecchio, le riforme: Serie A a 18 squadre, Serie B a 18-20 società

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 settembre 2014 10:31 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2014 10:31
Carlo Tavecchio, le riforme: Serie A a 18 squadre, Serie B a 18-20 società

Carlo Tavecchio, le riforme: Serie A a 18 squadre, Serie B a 18-20 società (LaPresse)

ROMA – “E’ l’inizio della nuova governance federale”. Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, esordisce così al termine del suo secondo consiglio, in cui è stata ufficializzata la nomina a dg di Michele Uva al posto di Antonello Valentini.

“E’ stato un ottimo direttore generale della Coni Servizi”, riconosce il presidente del Coni, Giovanni Malagò, congedando Uva e annunciando che “non sarà sostituito nel suo ruolo all’intero della società sino al termine del mandato degli amministratori di Coni Servizi in quanto le sue funzioni saranno assunte dall’amministratore delegato”. L’ex dg della Coni Servizi sarà operativo da lunedì prossimo. Lo attende parecchio lavoro in una federazione che si vuole rilanciare dopo il flop mondiale.

“Apriamo una nuova stagione delle riforme – spiega infatti Tavecchio -, della modernizzazione della federazione e dell’organizzazione federale con criteri moderni e sburocratizzati”. Ma il ruolo da protagonista toccherà a Claudio Lotito, consigliere “delegato alla partita”, per dirla alla Tavecchio. E’ proprio il patron della Lazio a presentare la bozza distribuita alle componenti che ora la discuteranno “per arrivare al più presto possibile a nuova riunione in cui si formalizzeranno le riforme che si possono fare subito e quelle che devono essere sottoposte al vaglio dei limiti statutari e delle Noif”. La riforma dei campionati, “la madre di tutte le battaglie, per ridistribuire meglio le risorse”, secondo il presidente federale, dovrebbe entrare in vigore “nell’arco del triennio”. Poi c’è la riduzione delle rose a 25 giocatori (di cui 4 cresciuti nel vivaio del club e 4 nel vivaio nazionale).

“Consentirà l’autosussistenza economica del sistema – spiega il n.1 laziale -. Vogliamo evitare campionati all’insegna della precarietà. In Germania ci sono solo 54 club professionistici. Fermo restando gli accordi tra le componenti, l’intenzione è di portare la Serie A a 18, a 18-20 la B e scendere il più possibile in Lega Pro”. Mario Macalli, che in Lega Pro è già sceso a 60 squadre, però fissa i suoi paletti: “La mia riforma è appena partita – rileva-, posso andare da un presidente domani mattina e dirgli che 24 le mandiamo via? Se stiamo scherzando va bene? d’accordo nel rivedere il format nei tempi previsti, ma essere compatti non vuol dire condividere al 100% le cose”.

La riduzione delle rose, invece, entrerà in vigore “dal prossimo campionato, accompagnandola gradualmente – assicura Lotito-. Ma già le squadre che partecipano alle competizioni europee hanno questa rosa per attenersi alle licenze Uefa. In due tre anni le società dovranno conseguire questo risultato. Per un contenimento dei costi e la valorizzazione dei calciatori italiani che crescono nei vivai”. Resta il limite di due extracomunitari che però, spiega Tavecchio, riconoscendo “grande apertura” dalla Lega di A, dovranno avere un “curriculum individuato e stabilito” che “terrà conto delle partecipazioni in nazionale” e del livello “dei campionati professionistici” di provenienza.

Nel pacchetto entrano anche le multiproprietà delle società professionistiche per “la valorizzazione dei territori e dei giovani”, il fair play finanziario mutuato dalla Uefa, il nuovo regolamento degli intermediari e la nascita di un campionato femminile a 12 squadre associate a club professionistici, voluto da Tavecchio, in quanto “unica possibilità per recuperare e valorizzare il mondo delle donne”.