Champions: Napoli ripreso al 93′ dal Psg, Inter crolla a Barcellona ma classifica sorride alle italiane

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 ottobre 2018 23:35 | Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2018 23:36
Champions: Napoli ripreso al 93' dal Psg, Inter crolla a Barcellona ma classifica sorride alle italiane

Champions: Napoli ripreso al 93′ dal Psg, Inter crolla a Barcellona ma classifica sorride alle italiane (Ansa)

ROMA – Serata sfortunata per le squadre italiane impegnate in Champions League. L’Inter è stato dominato dal Barcellona e ha perso meritatamente in terra spagnola ma consolida il secondo posto grazie al pareggio tra Tottenham e Psv. I nerazzurri sono in zona qualificazione a più 5 su inglesi e olandesi. 

Il Napoli ha dominato sul campo del Psg, ha segnato due gol – il primo di Insigne e il secondo di Mertens –  e ha colpito una traversa con l’attaccante belga ma è stato ripreso al 93′ da una magia di Di Maria e in precedenza era stato beffato da un autogol di Mario Rui. 

Questo risultato è comunque prezioso perché permette al Napoli di portarsi al secondo posto a meno uno dal Liverpool capolista e a più uno sul Psg. In chiave qualificazione, sarà decisiva la prossima partita tra il Napoli e il Psg al San Paolo. 

Napoli domina a Parigi ma viene beffato da Di Maria 

Il Napoli sfora l’impresa al Parco dei Principi, inchiodando il Psg sul pareggio (2-2) raggiunto dai francesi solo al 93′ grazie ad una magia di Di Maria. Il risultato sta stretto agli azzurri di Ancelotti che giocano una partita attenta e intensa, dominando sugli avversari per lunghi tratti della gara.

Al Psg gli ospiti lasciano il campo soltanto per i primi 10-15 minuti di gioco dei due tempi, per il resto della partita è il Napoli a gestire il gioco e a creare spesso i presupposti per trasformare il predominio in occasioni da gol. Ancelotti manda in campo quasi la stessa formazione utilizzata in occasione della partita vincente con il Liverpool, con la sola differenza di Mertens al posto di Milik.

Fabian Ruiz, preferito come esterno sinistro di centrocampo a Zielinski fa molto bene la sua parte, contribuendo non solo a erigere una barriera che ostacola la partenza dell’azione avversaria, ma rendendosi anche pericoloso in fase di appoggio al gioco offensivo della sua squadra. Lo spagnolo è il migliore in campo, insieme a un irriducibile Allan che giganteggia in mezzo al campo rendendo la vita difficile a tutti gli avversari che si trovano a transitare nella sua zona.

Nella prima frazione di gioco, dopo una breve sofferenza iniziale, gli azzurri prendono in mano il pallino e spostano l’asse del gioco nella metà campo dei francesi. Il primo tempo si conclude sull’1-0 per la squadra di Ancelotti, ma in altre tre occasioni i partenopei vanno vicinissimi alla marcatura, prima con Mertens che con una deviazione al volo manda il pallone a stamparsi sulla traversa con Areola impossibilitato a intervenire e in altre due occasioni con Insigne che però è impreciso nella conclusione. Il Psg non è lucido nelle proprie azioni offensive.

Neymar, colpito duro involontariamente da Cavani in apertura di gara e dunque un po’ limitato nei movimenti, cerca di trovare spazio verso il centrocampo, Cavani è chiuso quasi sempre da Albiol mentre Koulibaly, aiutato in qualche caso dai raddoppi di Mario Rui, in un modo o nell’altro mette il bavaglio a Mbappè. In una sola occasione quest’ultimo si presenta solo davanti alla porta ma Ospina gli devia la conclusione rasoterra con un intervento di piede. Nella ripresa il Napoli perde quasi subito Insigne, colpito a un fianco nel finale del primo tempo.

Entra Zielinski, ma il tema della gara non cambia, con il Psg che dopo una inutile sfuriata iniziale perde il controllo del gioco. I francesi raggiungono il pareggio al 15′ con uno sfortunato autogol di Mario Rui che devia alle spalle di Ospina un traversone che probabilmente non avrebbe provocato danno alcuno.

Il Napoli, però, reagisce con veemenza, si rimpossessa della partita e trova il gol del vantaggio al 31′ con Mertens svelto a sfruttare un rimpallo su Marquinhos dopo una conclusione di Ruiz. Gli azzurri resistono a lungo al rush finale dei francesi ma al terzo minuto di un recupero eccessivo di 5′ stabilito dall’arbitro, i padroni di casa trovano il pareggio con un tiro a giro di Di Maria dal limite dell’area.

Rimane il rimpianto per la mancata vittoria, ma c’è anche la soddisfazione per aver mantenuto il secondo posto in classifica al termine del girone d’andata e per aver dimostrato complessivamente una chiara superiorità di gioco rispetto al Psg, nonostante l’attacco atomico dei francesi.

Barcellona piega Inter anche senza Messi 

Anche senza Messi, il Barcellona resta di un altro livello per l’Inter: al Camp Nou l’ex Rafinha e Jordi Alba lanciano i blaugrana e i nerazzurri tornano a casa con una sconfitta comunque onorevole, alla luce anche del pari tra Psv e Eindhoven. Si ferma però la striscia di sette successi consecutivi per gli uomini di Spalletti, troppo timorosi nel primo tempo ma capaci comunque in più di un’occasione di impensierire la porta avversaria.

Il piano tattico del tecnico dichiarato alla vigilia (“dobbiamo tenere il pallone per avere qualche possibilità”) non funziona, perché il Barcellona conquista il possesso in avvio e non lo molla più. I nerazzurri faticano a mettere tre passaggi di fila, soffrendo il violento pressing blaugrana. Eppure la prima vera occasione arriva per l’Inter: dopo 16′ cross dalla sinistra di Perisic, Icardi anticipa Ter Stegen ma la palla termina alta.

La risposta dei catalani è immediata, Handanovic para col corpo un colpo di testa di Lenglet. L’Inter soffre ma prova a pungere, con Icardi che prende il tempo a Lenglet, si invola verso la porta ma scivola al momento del tiro. La sofferenza, però, resta tanta, troppa. E gli errori in uscita dei nerazzurri vengono puniti dal grande ex, Rafinha, che al 32′ insacca (su dormita di Skriniar) col mancino un cross di Suarez.

Proprio il brasiliano, protagonista nella rincorsa Champions degli uomini di Spalletti durante la passata stagione, manda sotto l’Inter per la terza volta in tre gare in Europa. La squadra che esce dagli spogliatoi ad inizio ripresa è totalmente diversa. Spalletti inserisce Politano per uno spento Candreva e la manovra offensiva nerazzurra si ravviva. L’ex Sassuolo si fa subito vedere, con un tiro-cross che Ter Stegen vola per mettere in angolo. Un’Inter finalmente viva, che aggredisce alta il Barcellona e lo manda in difficoltà: Politano avrebbe un’altra occasione, ma spara alto su tacco di Icardi.

I blaugrana però quando attaccano fanno sempre male. Suarez suona la sveglia con un destro centrale, poi Asamoah serve malamente Lenglet, Handanovic si esalta salvando con il piede sulla conclusione ravvicinata del difensore. Spalletti prova anche la mossa Lautaro Martinez, in coppia con Icardi, nell’ultima mezz’ora. Un ingresso che non cambia il canovaccio del match, perché gli uomini di Valverde continuano ad essere pericolosi: Suarez impegna ancora Handanovic, poi Coutinho da pochi passi centra la traversa e Rakitic col mancino sfiora ancora il raddoppio.

L’Inter barcolla e crolla definitivamente a pochi minuti dalla fine, con un diagonale di Jordi Alba che non lascia scampo al portiere sloveno. Dopo sette vittorie di fila, i nerazzurri si fermano al cospetto di un Barcellona troppo forte anche senza Messi. Una sconfitta resa meno amara dal pareggio tra Tottenham e Psv, che lascia i nerazzurri a +5 in classifica da inglesi e olandesi.