Fair play in Giordania, giocatrice perde velo: avversarie la nascondono al pubblico VIDEO

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 24 Ottobre 2019 18:18 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2019 18:18
Giordania giocatrice coperta avversarie aveva perso velo video youtube

Giordania, avversarie coprono giocatrice che aveva perso velo (da YouTube)

ROMA – Fair play in Giordania durante la partita del campionato femminile di calcio tra Shabab Al Ordan e Amman Club. Dopo un duro contrasto di gioco, una giocatrice ha perso l’hijab, cioè il velo, lasciando scoperti i capelli. Le avversarie, nonostante il match fosse combattuto, non ha esitato a venire in suo soccorso. 

In che modo? L’hanno coperta per permetterle di sistemarsi nuovamente il velo senza essere vista dagli spettatori dello stadio e dalle telecamere delle tv che stavano trasmettendo la partita di calcio femminile in diretta. 

Per le atlete musulmane è normale scendere in campo con l’hijab. La Nike è venuta in loro soccorso progettando un velo che tenesse conto delle loro esigenze. Anche se l’hijab Nike Pro è in fase di progettazione da un anno, il concept di questo accessorio trova origine direttamente nella mission di Nike,
ovvero mettersi al servizio degli atleti, a partire da un’idea leggendaria: se hai un corpo, sei un atleta.

Il marchio ha sottolineato il proprio impegno in questa direzione con l’apertura di punti vendita in Medio Oriente, collezioni ispirate alla rosa
di atlete d’élite Nike, competizioni femminili, Nike Run Club e app NTC in lingua araba.

Negli ultimi anni, le riunioni con le migliori atlete al mondo presso la sede centrale Nike World di Beaverton, in Oregon, hanno fatto luce
sui problemi che derivano dall’indossare un hijab tradizionale in gara. Ad esempio, Amna Al Haddad, specialista di sollevamento pesi degli Emirati Arabi Uniti,
ha spiegato come il peso dell’indumento, il continuo spostarsi del tessuto durante i movimenti e la mancanza di traspirabilità le impedissero di concentrarsi
sulla gara. Inoltre, ha documentato dettagliatamente quanto fosse difficile trovare un hijab pensato per prestazioni sportive di alto livello: Amna ne aveva solo uno
a disposizione per l’intera durata della gara e così si è trovata nella condizione di doverlo lavare a mano ogni sera.

Il team di design di Nike ha combinato tutte queste informazioni con le attuali innovazioni Nike per creare i
primi prototipi di hijab da proporre ad Amna e ad atlete di altre discipline per un primo test.
Complessivamente, il feedback delle atlete indicava la necessità di un hijab ancora più morbido e leggero (fonti YouTube e il sito ufficiale della Nike).