Inter, il metodo Antonio Conte: provocazioni continue alla sua società

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 20 Luglio 2020 18:12 | Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2020 18:12
Inter, il metodo Antonio Conte: provocazioni continue società

Inter, il metodo Antonio Conte: provocazioni continue alla sua società (foto Ansa)

Più l’Inter ottiene risultati, più Antonio Conte si sente legittimato ad attaccare pubblicamente la sua società. L’ultima provocazione sul calendario.

Dopo gli attacchi a Marotta ed alla proprietà cinese per ottenere acquisti sul calciomercato, Conte è tornato a provocare il suo club nel post partita di Roma-Inter.

Infatti Conte, senza che nessuno glielo avesse chiesto, ha iniziato un lungo sfogo ai microfoni di Sky Sport. 

“Il nostro calendario è folle, un calendario fatto per metterci in difficoltà. Le squadre con cui abbiamo giocato hanno sempre avuto un giorno in più di riposo, queste cose alla lunga le paghi.

C’è un’anomalia strana. Se volete essere onesti vedete cosa è successo nell’ultimo turno. Si vede che noi non eravamo presenti quando hanno stilato i calendari. Per noi è un calendario folle, altri hanno 5 giorni di riposo.

Il calendario mi sembra magico, i compromessi mi sembrano sempre negativi per l’Inter. Sarà strana questa cosa, se tirano uno schiaffo lo tirano all’Inter

E’ stato in passato così e lo è anche tuttora. Se andate a vedere nell’ultima giornata è successo qualcosa di incredibile.

E per questo dico che i ragazzi sono encomiabili e sostengono ritmi incredibili. Veniamo a Roma, pareggiando contro una squadra ottima, siamo a meno 5 dalla Juve”.

Insomma, da queste dichiarazioni di Conte non è per niente complicato scorgere le bordate rifilate a Marotta ed alla sua società.

Secondo Conte, l’Inter non conta praticamente nulla nella stanza dei bottoni del calcio. Lo dice nel passaggio in cui parla di assenza dei dirigenti nerazzurri al momento della stesura del calendario post Covid.

Adesso Conte non si accontenta più di acquisti onerosissimi sul calciomercato, vuole anche far parte di una società potente politicamente (come la Juventus…).

Conte lo fa capire quando dice “Se vola uno schiaffo, lo prendiamo noi…”. Come reagiranno questa volta Marotta e la proprietà cinese? Forse dandogli il benservito e buttandosi sullo svincolato, di lusso, Allegri.