Inter, Mourinho e il triplete: “Abbiamo fatto la storia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Maggio 2020 21:32 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2020 0:38
Mourinho, Ansa

Inter, Mourinho e il triplete: “Abbiamo fatto la storia” (foto Ansa)

ROMA – Intervistato da Sky, José Mourinho, a dieci anni dal triplete, racconta:

“I risultati fanno la storia, io mi sento veramente speciale perché penso che quello che abbiamo fatto va più lontano delle Coppe, delle medaglie e della storia.

È questa la cosa che mi fa sentire davvero speciale”.

Il portoghese sottolinea poi come in quel gruppo si respirava aria di famiglia:

“Ci sono dei momenti indimenticabili nella nostra vita e questo ovviamente è uno di loro. Il rapporto che ho con i giocatori, Moratti e tutti quelli che abbiamo lavorato lì è un rapporto di ogni giorno.

Questa è la cosa più importante: il ‘Triplete’, la Champions, il sogno di tutti gli interisti e il mio, ma quello che rimane per sempre è questo rapporto. E questa è una cosa veramente speciale”.

Una delle partite simbolo della vittoria del Triplete nerazzurro è certamente quella al Camp Nou contro il Barcellona, quando la squadra di Mourinho, dopo il 3-1 dell’andata, riuscì a strappare il pass per la finale di Madrid perdendo 1-0.

Lo Special One ricorda quei momenti e ciò che disse a Guardiola dopo l’espulsione di Thiago Motta: “Mi giro verso la panchina del Barcellona e vedo che tutti festeggiavano, sono andato da Pep e gli ho detto ‘Hey tranquillo che non è ancora finita’. Sapevo che i nostri giocatori avrebbero lasciato la vita in campo. È stata la sconfitta più bella della mia vita”.

Capitolo finale.

“Quando siamo arrivati a Madrid la sensazione di tutti era che la coppa era nostra. Anche io lo sentivo, ho cercato di far passare ai miei giocatori il messaggio corretto: avevamo una partita da giocare, ma Dio aveva deciso che era nostra. Anche dieci anni dopo siamo una famiglia.

Siamo amici per sempre: questa cosa mi tocca profondamente perchè ho avuto la fortuna di avere risultati belli anche in altre squadre, ma questo sentimento di famiglia e amici per la vita è una roba che mi fa sentire troppo orgoglioso”. (Fonte: Sky Sport).