Messi e la clausola per liberarsi dal Barcellona senza pagare 700 mln. Giallo e guerra totale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2020 15:49 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2020 15:49
Messi e la clausola dda 700 mln

Leo Messi (Ansa)

Altro che ripensamento, il padre di Messi ha scritto alla Liga, che dà ragione al Barcellona, per dire che i 700 milioni per liberarsi non deve pagarli.

Un  braccio di ferro e un giallo: una richiesta di trasferimento unilaterale da parte di Messi è (era?) legata alla famosa clausola rescissoria del contratto. 

700 milioni di euro, tanto dovrebbe pagare l’argentino (cioè la squadra che se ne assicurasse le prestazioni) al Barcellona in caso di rescissione del contratto. Per liberarsi a parametro zero, cioè senza pagare, avrebbe dovuto attivare la clausola rescissoria prima della scadenza.

Messi e una clausola complicata dalla pandemia

La pandemia ha complicato la vicenda contrattuale: tutto ruota intorno alla data del 30 giugno 2020. E’ quella la scadenza della clausola per liberarsi senza pagare i 700 milioni al club. Tuttavia a quella data la stagione non era ancora conclusa.

Chi ha ragione? La Liga appoggia il Barça facendo vale la lettera del contratto (doveva dircelo prima se voleva andar via).

Mentre Messi rivendica la correttezza professionale perché la stagione va ritenuta conclusa ben oltre il 30 giugno.

La lettera del padre di Messi alla Liga

Leo Messi replica alla alla Liga spagnola a proposito della clausola da 700 milioni che l’asso argentino dovrebbe pagare se lasciasse il Barcellona.

Nella dichiarazione firmata da Jorge Messi, padre e rappresentante del n.10 blaugrana, Messi non dice che continuerà a vestire la maglia del Barcellona ma si riferisce alla clausola.

“Non sappiamo quale contratto abbiano analizzato e quali siano le basi sulle quali concludano che il suddetto avrebbe una “clausola di rescissione” – aggiunge la dichiarazione – applicabile nel caso in cui il giocatore dovesse decidere di esercitare la clausola unilaterale per liberarsi, con effetto a partire dal termine della stagione 2019/2020″. (fonti Ansa e Fanpage.it)