Ibrahimovic, Abate, Jankulovski: da 4mila a 8mila euro al mq, il dubbio affare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 novembre 2016 11:30 | Ultimo aggiornamento: 10 novembre 2016 11:30
Ibrahimovic, Abate, Jankulovski: da 4mila a 8mila euro al mq, il dubbio affare

Ibrahimovic, Abate, Jankulovski: da 4mila a 8mila euro al mq, il dubbio affare

MILANO – Una serie di appartamenti nel quartiere Brera, uno dei più belli di tutta Milano, a due passi dal Duomo e dalla Scala. Appartamenti che vanno da 4mila a 8mila euro al metro quadro, non proprio una cifra esorbitante vista la posizione, anzi, prezzi fuori mercato. Un vero affare insomma e per chi ne ha la possibilità sarebbe conveniente comprarne anche più di uno. Possibilità che indubbiamente hanno i calciatori, nello specifico quelli del Milan, nello specifico ancora, gli ex Zlatan Ibrahimovic e Marek Jankulovski, e Ignazio Abate. C’è solo un problema, sul quale i pm stanno cercando di vederci chiaro: quelle casa sarebbero state infatti svendute ai calciatori, da una fondazione benefica, una Onlus.

I tre calciatori, insieme ad altre persone, sono riusciti a comprare una manciata di anni fa appartanti a prezzi, tra virgolette, stracciati: Ibra ne ha acquistati due a 3.900 e a 4.600 euro a mq., Abate a 5.400 euro, e Jankulovski due a 5.200 e 5.600 euro a mq. Lo scrive il Corriere della Sera che ricostruisce tutta la faccenda. Il venditore, la Fondazine Opera Pia Castiglioni, “nel 2011-2012 ha venduto un intero palazzo nel centro di Milano a prezzi fuori mercato per difetto”, scrive Luigi Ferrarella nel suo articolo. Un affare che per quasi tutti non avrà alcuna rilevanza penale; l’unico che potrebbe continuare a pensare a tutta la storia è il presidente della Fondazione venditrice, al quale viene contestato dal pm Giovanni Polizzi l’abuso d’ufficio,.

Secondo la ricostruzione, nel 2011 la Fondazione Opera Pia Castiglioni decide di vendere 7 degli 8 piani di via Legnano 10, a due passi da Brera. Ma la vendita, in estrema sintesi, non sarebbe avvenuta a prezzi di mercato che secondo l’Agenzia dell’Entrate sarebbero dovuti essere contenuti nella forchetta tra i 5,5mila euro e i 7,7mila. La Procura infatti “rileva che due acquirenti comprarono un ufficio per 1.376 euro a mq.”, altri soggetti a prezzi leggermente più cari, ma sicuramente al di sotto delle stime dell’Agenzia delle Entrate: tra i duemila e 3.900 euro a metro quadro.

Nulla è rimproverabile agli acquirenti. La Fondazione invece si difende: “Per loro non ci fu svendita, ma determinazione dei valori su base di una indagine di mercato tra 15 operatori, di una fase negoziata con 5, e di una perizia che come obiettivo d’incasso additava 8 milioni (a fronte dei 9 offerti da Archimede), viste anche le condizioni scadenti di alcune case”. Comunque sia un affare, dubbio certo, ma comunque un affare.

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