Moto Gp, Giappone: vince Pedrosa, Stoner resta leader

Pubblicato il 2 Ottobre 2011 13:35 | Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre 2011 13:36

Tokyo (Giappone) – E' andato tutto come doveva andare in Giappone, o quasi. La Honda che era la favorita ha vinto a casa sua, per la prima volta in Motogp con le 800 e per la prima volta dal lontano 2004. Certo ci si aspettava la Honda, quella dell'australiano Casey Stoner e non quella che poi e' arrivata per prima al traguardo, quella di Dani Pedrosa, ma per i dirigenti della casa nipponica, fa poca differenza.

Anche loro in verita' dopo le prove dei giorni scorsi si erano fatti un altro film della gara di casa, il sogno che potevano realizzare era quello di un podio tutto loro, ma non hanno fatto i conti con Jorge Lorenzo e con la sua voglia di non regalare il mondiale al rivale Stoner.

La gara di Motegi e' stata piena di imprevisti. La caduta di Valentino Rossi e' stata la prima in assoluto. Pochi metri dal via e la Ducati che rotola con il suo pilota nella sabbia, una scena che nessuno si immaginava per tanti motivi. Il primo e' che ci si aspettava una bella gara, soprattutto dopo il warm up della mattina, che aveva visto per la prima volta la coppia piu' male assortita del motociclismo, fino a questo momento, in quarta posizione con tempi vicini a quelli dei protagonisti del momento. Il secondo e' che in effetti, Rossi e' uno che cade poco, ma contro gli avvenimenti non si puo' fare molto. ''Si e' trattato di un normale contatto di gara – ha detto Valentino – mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato''.

L'analisi semplice e verissima, spiega il perche' Rossi si sia trovato in mezzo tra Jorge Lorenzo e Ben Spies a cercare di entrare in una curva veramente affollata.

''E' un vero dispiacere – prosegue – soprattutto dopo un fine settimana in continua progressione e consapevoli di aver lavorato bene sulla moto. Questa mattina nel warm-up ero quarto, avevo la possibilita' di tenere il passo di 1'46 alto in gara e penso che anche la nostra scelta di gomme, dura dietro e morbida davanti, fosse valida. Considerando poi i guai che hanno avuto Stoner, Simoncelli e Dovizioso, avremmo tranquillamente potuto lottare per il podio, che per noi sarebbe stato molto importante. Siamo stati un po' sfortunati, purtroppo alla prima curva Lorenzo e' andato leggermente sull'erba e alla curva successiva si e' spostato rapidamente per impostare bene la traiettoria. Io era un po' dietro, non mi ha visto e mi ha toccato spingendomi contro Spies che, a sua volta, ha toccato la mia leva del freno''.

L'appuntamento con un buon risultato, quindi e' solo rimandato, ma la prossima gara, tra due settimane e' gia' segnata a favore di un protagonista del mondiale: Casey Stoner che in Australia, casa sua, va sempre fortissimo. Il circo mondiale, dunque, si e' levato di dosso il fardello del gran premio piu' controverso della sua storia. Un misto di voglia di fare del bene per una popolazione colpita da una grande tragedia, costrizione per andare in un posto a rischio radiazioni e terremoto (ce ne sono stati ben tre in questi giorni da almeno 5 gradi della scala Richter) e imposizione coatta voluta dalla Dorna e dalla Honda che hanno usato tutte le armi in loro potere per convincere il paddock a volare da questa parte dell'oceano. Nonostante questo, lo spettacolo delle moto c'e' stato. La Motogp ha visto sorpassi, false partenze (quelle di Dovizioso, Simoncelli e Cal Crutchlow), uscite di pista (di Stoner quando era in testa) e di tante cadute (a terra sono finiti Valentino Rossi, Hector Barbera' – che si e' rotto una clavicola -, Alvaro Bautista, Damien Cudlin e Toni Elias) e sempre le stesse 13 moto all'arrivo nonostante questa volta fosser, a partire in 19.

Meno male che almeno, Andrea Iannone in Moto2, ci abbia regalato un sorriso per aver fatto sventolare il tricolore sul gradino piu' alto del podio per aver vinto una gara da protagonista.