Roma sparita, Di Francesco da esonero? Peggio di lui solo Luis Enrique

di Giulio Riccardi
Pubblicato il 24 Novembre 2018 17:32 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2018 17:32
roma di francesco

Roma sparita, Di Francesco da esonero? Peggio di lui solo Luis Enrique

“Disgustato”. Era con questo concetto che James Pallotta poche settimane fa esprimeva il suo pensiero sulla partenza falsa della sua Roma. Oggi, dopo l’ennesimo black out, l’ennesima sconfitta in stagione, la quarta in tredici partite, forse lo sarà ancor di più. Un andamento che allontana sempre di più i giallorossi dalla zona alta della classifica, la zona che vuol dire Champions League, introiti.

Sempre più a rischio la panchina di Eusebio Di Francesco, anche se fino a poche ore fa, il tecnico non era mai stato in discussione. Forse lo sarà da stasera. Forse da Boston si comincerà a valutare qualche altro profilo.

Diciannove punti in tredici partite, due punti in più della Roma di Luis Enrique (17 punti in 13 partite), la prima della gestione americana. Neanche Zeman aveva fatto peggio. Forse la peggior Roma dallo sbarco della dirigenza made in Boston. La peggior Roma perché nel 2011 si arrivava da un campionato anonimo (sesto posto), da una rosa “vecchia” e totalmente rinnovata, non da una semifinale di Champions League giocata pochi mesi prima. 

Un mercato per ora fallimentare. E qui il primo colpevole è il ds spagnolo Monchi. Via Nainggolan, via Strootman, via Alisson. Via per tre motivi diversi, da quanto detto da Trigoria. Via tre titolari di una squadra che era arrivata terza in campionato e in semifinale, come detto, di Champions. Dei nuovi poche luci, molte ombre. Anzi, buio pesto.

Ora c’è il Real Madrid, c’è la Champions e la Roma cercherà di trovare nuovamente, per l’ennesima volta in stagione, la retta via. Una Champions dove ai giallorossi basterà un punto per qualificarsi, per staccare il pass per gli ottavi.