Roma, Totti si sfoga: “Mi hanno fatto smettere. Quando passo davanti a Trigoria mi viene da piangere perché non posso entrare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Aprile 2020 17:33 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2020 17:33
Roma, Totti si sfoga: "Mi hanno fatto smettere. Quando passo davanti a Trigoria mi viene da piangere perché non posso entrare"

Roma, Totti si sfoga: “Mi hanno fatto smettere. Quando passo davanti a Trigoria mi viene da piangere perché non posso entrare” (foto Ansa)

ROMA – Francesco Totti sempre più social. Pochi minuti dopo la diretta Instagram con Bobo Vieri, ecco quella con Luca Toni.

Durante la diretta con Vieri, il tono di Totti è stato piuttosto scherzoso, mentre durante la chiacchierata con Toni ha toccato temi più delicati.

Totti ha svelato all’ex compagno di squadra alcuni retroscena sul suo addio alla Roma, sia da calciatore che da dirigente.

Totti si è commosso dicendo:

“Quando passo davanti a Trigoria, e non posso entrare perché non lavoro più nella Roma, non mi sembra vero, mi viene da piangere…”.

Le dichiarazioni dell’ex capitano della Roma sono riportate da corrieredellosport.it.

“Io non volevo smettere, stavo bene fisicamente ed ero libero di testa. Non volevo giocare tutte le partite e non avevo mai imposto niente e a nessuno.

Sono stato venticinque anni alla Roma, non sarei mai potuto andare in un’altra squadra per un anno rovinando tutto. Ma non ho dieci anni.

Se stavo bene fisicamente e mentalmente e vedevo che durante gli allenamenti potevo ancora far bene…. Io non arrivavo secondo a nessuno in allenamento.

Sapevo che non avrei potuto giocare tutte le partite, non ero stupido. Ma già solo stando a Trigoria avrei potuto aiutare i giovani, aiutare i compagni, l’allenatore…

Poi nei momenti di difficoltà sarei stato a disposizione, anche per giocare venti minuti. Anche non giocando, l’importante sarebbe stato far parte del gruppo.

Ogni volta che entravo lo stadio si accendeva: era un bene per me e per i compagni. Alcune persone dicevano:

“Decidi tu, fai tutto tu. Se vuoi continuare, continui”, ma poi è arrivato il momento che mi hanno detto “Bello mio, mettiti da parte che non ci servi più”.

Ci sono rimasto male perché io per la Roma ho dato tutto, mi sarei anche tagliato una gamba.

Con il mio nuovo lavoro spero di trovare un giovane che possa portare in alto la Roma. Finché è così non entrerò mai dentro Trigoria.

Quando accompagno mio figlio agli allenamenti non entro nel centro sportivo.

A volte resto in macchina e mi viene da piangere a pensare che dopo trent’anni non posso più entrare dentro Trigoria.

Sono stato più lì che a casa. Di amici lì ne ho tanti, e guai a chi me li tocca, se vogliono vedermi escono da Trigoria e mi vengono a salutare. L’unica cosa che mi dispiace è non vedere mio figlio giocare”.