Tour of the Alps, il ritorno di Moscon: ma vincerà Yates, quarta tappa a Pello Bilbao, il 23 aprile la finale

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 22 Aprile 2021 18:42 | Ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2021 18:42
Tour of the Alps, il ritorno di Moscon: ma vincerà Yates, quarta tappa a Pello Bilbao, il 23 aprile la finale

Tour of the Alps, il ritorno di Moscon: ma vincerà Yates, quarta tappa a Pello Bilbao, il 23 aprile la finale

Il Tour of the Alps si conclude Venerdì 23 aprile con la quinta tappa Valle del Chiese-Riva del Garda. Lo spagnolo Pello Bilbao, 31 anni, del Team Bahrain ha vinto in volata la quarta e penultima tappa del Tour, la Naturno – Valle del Chiese, km 168. Regolando  agilmente i compagni di fuga: il russo Vlasov e il leader Simon Yates (terzo).

L’ultima tappa si sviluppa su 120 km, con una doppia discesa al lago di Trenno ( 8,5 km al 6,2% medio ). Yates non dovrebbe correre pericoli, ha ormai il Tour in tasca. L’edizione numero 44 è sua.

Vittoria dedicata all’ex compagno Michele Scarponi morto proprio il 22 aprile dì quattro anni fa. 

Bilbao e Scarponi nel 2017 erano compagni di squadra, all’Astanna. Il suo ricordo ha commosso l’intero Circus. Una vittoria cercata, voluta, fantastica. A quattro chilometri dal traguardo, dopo la fatica del Campo di Carlo Magno (m. 1682) e la salita di Boniprati (m. 1163),  Bilbao ha raggiunto in discesa i due fuggitivi. Una discesa molto tecnica, pericolosa, su tornanti stretti e infidi.

In uno di questi Daniel Martin ha tirato diritto, cadendo senza gravi conseguenze. A due chilometri dal traguardo si è formato un terzetto. Bilbao ha cercato di staccarli, sapendo di essere più veloce degli altri due, scalatori puri. Ai 200 metri ha aperto il gas. Vlasov ha cercato di resistergli. Yates non ha rischiato nulla, accontentandosi di tenere la maglia di leader. Quintana quarto a 58 secondi. Quinto Bardet  a 1’16”.  Non ci sono italiani nei primi dieci. I migliori  sono Gianluca  Brambilla a 1’06” e il giovane Matteo Fabbro, tredicesimo a 3’59”.

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Anche in chiave azzurra. Moscon è nato a Trento, vive a Innsbruck. Nessuno, meglio di lui, conosce il tracciato della corsa Italo-Austriaca. Queste sono le strade dei suoi allenamenti. Le strade di casa.

Era logico quindi aspettarsi una risposta degna del suo talento, peraltro a digiuno di successi da due anni. Troppi per uno come lui. Nazionale dal 2016, campione d’Italia a cronometro (2017 e 2018), quinto nella massacrante Parigi-Roubaix del 2017, terzo al Giro di Lombardia nello stesso anno, preceduto da due big. Vincenzo Nibali e dall’attuale campione del mondo Julian Alaphilippe. Eccezionale mercoledì 21 alla Freccia Vallone con uno sprint su Roglic raggiunto e fulminato a 75 metri dal traguardo).

Per di più Moscon è ora in un club fortissimo, la britannica Ineos-Grenadiers (ex Team Sky), quartier generale a Manchester. Una corazzata che in dieci anni – è stata fondata nel 2010 – ha vinto sette Tour de France, due Vuelta in Spagna.

E che quest’anno può contare su una rosa fenomenale. Citiamo Carapaz, Egan Bernal, Filippo Ganna, Kwiatkowski,Martinez e la sorpresa di stagione Thomas Pidcock. Nella quarta tappa ha ceduto a 13 chilometri dall’arrivo,  traguardo per scalatori puri.

Ma ha vinto la prima e la terza tappa rispettivamente su Andersen e su Grosschartner. Martedì ha compiuto 27 anni. Domenica correrà la Liegi e poi sarà al Giro d’Italia con Ganna, Puccio, Sosa, Martinez e Egan Bernal. Non farà la comparsa.