“Doping di Stato, via la Russia dalle gare di atletica”

di Silvio De Santis
Pubblicato il 9 novembre 2015 16:10 | Ultimo aggiornamento: 9 novembre 2015 16:59
"Via la Russia, troppo doping": atletica, Wada accusa Mosca, ecco come vederla

“Via la Russia, troppo doping”: atletica, Wada accusa Mosca, ecco come vederla

MOSCA – “Via la Russia dalle competizioni internazionali di atletica”: lo chiede l’agenzia mondiale antidoping (WADA) alla federazione mondiale dell’atletica (IAAF), perché la Russia non riesce – per dirla con diplomazia – a controllare e impedire l’uso di doping da parte dei suoi atleti. Da Mosca pronta la risposta: “Contro di noi solo un complotto politico”.

La Wada in un rapporto dettagliato ha individuato “fallimenti sistemici del sistema che impediscono o diminuiscono la possibilità di un programma antidoping efficace”. Nel rapporto la commissione accusa il governo russo di complicità in tutti i casi di doping diffuso, fino ad affermare che anche i servizi segreti di Mosca (FSB) sono coinvolti, accusandoli di aver controllato il laboratorio antidoping di Mosca anche durante le Olimpiadi invernali di Sochi 2014.

Il rapporto della Wada, pur specificando che non esistono prove scritte, dice: “Sarebbe ingenuo pensare che tale azione sistematica possa essere avvenuta senza l’esplicita o tacita approvazione della autorità governative russe. L’infiltrazione di agenti dell’FSB testimoniano la diretta intimidazione russa con le attività del laboratorio di Mosca”.

La commissione interna, presieduta da Dick Pound, invita la Wada stessa a dichiarare immediatamente la Russia “non conforme al codice mondiale antidoping e che la Iaaf sospenda la federazione da tutte le competizioni finché tutto non sia chiarito”. La prima ovvia conseguenza, in caso di accoglimento, sarebbe l’esclusione degli atleti russi da Rio 2016.

Finora per la Iaaf ha parlato il presidente, Sebastian Coe: “Le informazioni contenute nel rapporto Wada sono allarmanti. Abbiamo bisogno di tempo per analizzarle correttamente e comprenderne i risultati. Nel frattempo ho invitato il Consiglio ad aprire un procedimento nei confronti della Federatletica russa”.

L’ultimo episodio risale a giovedì scorso, con cinque squalifiche per uso di doping. Maria Konovalova, due volte terza alla maratona di Chicago, è stata sospesa fino all’ottobre 2017 e si è vista cancellare tutti i risultati ottenuti dall’agosto 2009 in poi. Rimarrà ferma fino all’ottobre 2019, invece, la 29enne Mariya Bespalova. Quattro anni di sospensione anche ai velocisti Vlas Bredikhin e Yaroslav Kholopov mentre viene squalificato per sei mesi il marciatore Yevgeny Nushtayev.

A gennaio l’agenzia russa antidoping aveva squalificato Tatyana Chernova, iridata nel 2011 dell’eptathlon champion, e la campionessa olimpica dei 3000 siepi a Londra, Yuliya Zaripova. Sempre a inizio anno furono sospesi cinque marciatori, fra cui tre campioni olimpici, tanto che ai recenti mondiali di Pechino la squadra russa, storicamente dominatrice della marcia, si è presentata con un solo atleta.