Amici in tribunale, Maria De Filippi replica: “Accuse rigettate dalla sentenza”

Pubblicato il 27 Novembre 2012 10:12 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2012 10:24
Amici in tribunale, Maria De Filippi replica: "Accuse rigettate dalla sentenza"

Amici in tribunale, Maria De Filippi replica: “Accuse rigettate dalla sentenza” (Foto LaPresse)

ROMA – “Amici in tribunale? Accuse totalmente rigettate dalla sentenza di primo grado”. Maria De Filippi replica con una lettera al Fatto quotidiano le accuse di “aver rubato il format di Amici” rivolte a lei ed alla Fascino srl dal direttore della Kamel Film, Roberto Quagliano.

Il 21 novembre scorso il Fatto Quotidiano riportava le accuse di Quagliano nei confronti di Giorgio Gori, ex direttori di Canale 5, e della Fascino Srl, società della De Filippi e del marito Maurizio Costanzo.

Il 27 novembre arriva la replica di Maria De Filippi, che chiarisce in una lettera al Fatto come tutte le accuse che le sono state rivolte siano state totalmente rigettate dalla sentenza di primo grado in giudizio:

“DIRITTO DI REPLICA Con riferimento alla vertenza indicata in oggetto, promossa dal Sig. Roberto Quagliano – personalmente nonché nella qualità di amministratore della Società Kamel Film Sas – contro la Sig.ra Maria De Filippi e la Fascino Produzione Gestione Teatro S.r.l nonché contro la RTI Reti Televisive Italiane S.p.a, si precisa che la causa è stata decisa in primo grado dal Tribunale Civile di Roma, Sezione Specializzata per la Proprietà Industriale ed Intellettuale, in sede Collegiale, il quale ha disposto il rigetto integrale di tutte le domande formulate dal Sig Quagliano e dalla Società da questi rappresentata. Tale Sentenza è stata emessa a seguito di ampia istruttoria nell’ambito della quale l’assunzione di eventuali dichiarazioni da parte della convenuta Sig.ra Maria De Filippi è stata ritenuta dal Giudice Istruttore non rilevante ai fini della decisione. Nel giudizio di secondo grado, attualmente pendente, la Sig.ra Maria De Filippi e la Fascino PGT S.r.l. si sono regolarmente costituite, contestando anche in tale sede gli assunti di parte avversa, in quanto infondati in fatto e in diritto.

Giovanni Riffero, legale della Fascino P.g.t.”.