Beppe Grillo, 30mila euro per il programma C’è Grillo su Rai Due

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 gennaio 2019 7:00 | Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2019 8:11
Beppe Grillo, 30mila euro per il programma C'è Grillo su Rai Due. Pd attacca

Beppe Grillo, 30mila euro per il programma C’è Grillo su Rai Due. Pd attacca (Foto Ansa)

ROMA – Trentamila euro: questo il costo dello spettacolo su Beppe Grillo “C’è Grillo”, che andrà in onda lunedì sera, 28 gennaio, su Rai Due.

Una cifra che a molti, in Parlamento, non piace. Nella maggioranza c’è chi bolla lo spettacolo come un’operazione ‘amarcord’ messa in piedi dal direttore di Rai Due, Carlo Freccero, e chi, invece, condivide la necessità di evitare da parte dell’azienda di viale Mazzini qualsiasi tipo di esborso. Un compenso che sarebbe legato ai diritti d’autore ma che al momento non è stato certificato da nessuna firma.

Ad attaccare è il Pd, che presenterà un’interrogazione parlamentare. “Chiederò – annuncia il capogruppo dem in commissione Vigilanza, Davide Faraone – un’interrogazione e di poter fare un’accesso agli atti per verificare quanto scrivono oggi organi di stampa, in riferimento al presunto compenso che la Rai vorrebbe pagare a Beppe Grillo per la messa in onda della trasmissione “C’è Grillo” su Rai Due. Pensare che i soldi del servizio pubblico siano utilizzati per pagare quello che ormai è a tutti gli effetti un leader politico mi sembra folle. Però – aggiunge il senatore Pd – questa vicenda potrebbe anche essere diversa: potrebbe infatti essere tutto pensato per poter consentire a Beppe Grillo di fare il bel gesto, con una bella dichiarazione in cui rinuncia al compenso”.

“Sono cose da Repubblica delle banane. Ricordo a Grillo che 30 mila euro è lo stipendio annuo lordo di un impiegato comunale. Lui lo prende in una botta sola perché è un capo politico. Tria deve spiegare”, sottolinea in una nota il deputato del Pd, Roberto Morassut.  

La Rai si è però difesa attraverso una nota: “Per il format di Rai2 “C’è”, così come per tutti i programmi simili, la Rai – al pari degli altri soggetti del sistema televisivo – versa il dovuto per la cessione in licenza dei diritti di diffusione televisiva. Tale corrispettivo viene destinato alla società titolare dei diritti dell’artista”.