Beppe Grillo, 30mila euro per il programma C’è Grillo su Rai Due

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Gennaio 2019 7:00 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2019 10:06

ROMA – Trentamila euro: questo il costo dello spettacolo su Beppe Grillo “C’è Grillo”, che andrà in onda lunedì sera, 28 gennaio, su Rai Due.

Una cifra che a molti, in Parlamento, non piace. Nella maggioranza c’è chi bolla lo spettacolo come un’operazione ‘amarcord’ messa in piedi dal direttore di Rai Due, Carlo Freccero, e chi, invece, condivide la necessità di evitare da parte dell’azienda di viale Mazzini qualsiasi tipo di esborso. Un compenso che sarebbe legato ai diritti d’autore ma che al momento non è stato certificato da nessuna firma.

Ad attaccare è il Pd, che presenterà un’interrogazione parlamentare. “Chiederò – annuncia il capogruppo dem in commissione Vigilanza, Davide Faraone – un’interrogazione e di poter fare un’accesso agli atti per verificare quanto scrivono oggi organi di stampa, in riferimento al presunto compenso che la Rai vorrebbe pagare a Beppe Grillo per la messa in onda della trasmissione “C’è Grillo” su Rai Due. Pensare che i soldi del servizio pubblico siano utilizzati per pagare quello che ormai è a tutti gli effetti un leader politico mi sembra folle. Però – aggiunge il senatore Pd – questa vicenda potrebbe anche essere diversa: potrebbe infatti essere tutto pensato per poter consentire a Beppe Grillo di fare il bel gesto, con una bella dichiarazione in cui rinuncia al compenso”.

“Sono cose da Repubblica delle banane. Ricordo a Grillo che 30 mila euro è lo stipendio annuo lordo di un impiegato comunale. Lui lo prende in una botta sola perché è un capo politico. Tria deve spiegare”, sottolinea in una nota il deputato del Pd, Roberto Morassut.  

La Rai si è però difesa attraverso una nota: “Per il format di Rai2 “C’è”, così come per tutti i programmi simili, la Rai – al pari degli altri soggetti del sistema televisivo – versa il dovuto per la cessione in licenza dei diritti di diffusione televisiva. Tale corrispettivo viene destinato alla società titolare dei diritti dell’artista”.