Fabrizio Corona non torna in carcere: la decisione della Cassazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Giugno 2020 15:28 | Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2020 15:29
fabrizio corona foto ansa

Fabrizio Corona, arrivata la sentenza definitiva: la decisione della Cassazione (foto Ansa)

ROMA – La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza impugnata contro Fabrizio Corona disponendo il rinvio al Tribunale di Sorveglianza di Milano per un nuovo esame.

La decisione evita dunque il carcere per Corona che rischiava altri 9 mesi di carcere a causa della revoca dell’affidamento in modo retroattivo, ossia per un nuova ridefinizione nel calcolo della pena”.

Vittoria, sono contento. Giustizia per Fabrizio”, le prime parole dell’avvocato Ivano Chiesa. L’ex fotografo ‘festeggia’ su Instagram con ‘Hasta la victoria siempre. Vamos guerriero e andiamo”.

Fabrizio Corona, ecco perché sarebbe dovuto tornare in carcere

Fabrizio, aveva spiegato il suo avvocato a Live – Non è la D’Urso, si è già fatto 16 mesi di galera prima di tornare libero dove “ha ricominciato a fare cavolate, quindi i 9 mesi che ha fatto in affidamento chiedono che non contino e quindi che devono essere scontati. Tutti sanno che che l’affidamento non si revoca se non per casi gravissimi”.

Nella puntata di Live Non è la D’Urso di domenica 7 giugno, in studio c’era anche la mamma che ha raccontato il rapporto che ha ora con il figlio: “Sono serena perché ai domiciliari Fabrizio si sta facendo curare per il problema psichiatrico che lo ha portato ad avere dei comportamenti fuori dalle righe.”

La mamma ha detto ancora: “Anche con me ha avuto grandi problemi conflittuali a volte mi cancellava quasi senza motivo. Come mamma mi rimprovero di non essere perfetta ma ho cercato di essere sempre molto presente”.

“Io vedo che ora è diverso e la mia speranza è che non torni in carcere altrimenti tutto sarebbe stato vano”.

“Ha una personalità bordeline ma ora grazie alle cure con una psichiatra è migliorato anche nel rapporto con tutta la famiglia e anche con il figlio è molto più responsabile” (fonte: AdnKronos).