Ex Ilva, Le Iene: “Arcelor Mittal specula sulla crisi e le quote Co2?”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Dicembre 2019 1:24 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2019 1:46
Ex Ilva, Le Iene: "Arcelor Mittal specula sulla crisi e le quote Co2?"

La manifestazione a Roma contro i 4700 esuberi annunciati da Arcelor Mittal

ROMA – Arcelor Mittal sta speculando sulla crisi e gli esuberi dell’ex Ilva di Taranto? Se lo domandano le Iene che per vederci chiaro sono volate fino in Belgio per incontrare gli ex operai dell’impianto siderurgico di Liegi, che alcuni anni fa hanno affrontato una emergenza simile a quella italiana.

Come è noto lo stabilimento di Taranto è al centro di un contenzioso tra governo italiano e Arcelor Mittal, dopo che quest’ultima lo scorso 4 novembre ha annunciato la volontà di lasciare la fabbrica, lamentando la revoca dello scuso penale. Al momento il colosso franco-indiano ha presentato un piano che prevede 4700 esuberi. Esuberi contestati anche nello sciopero di oggi con la manifestazione a Roma di piazza Santi Apostoli. Ma secondo la Iena Gaetano Pecoraro, dietro a questa logica industriale si celerebbe un piano di speculazione finanziaria.

A Liegi, spiega Pecoraro, la fabbrica dava lavoro a 10mila persone. Ma nel giro di pochi anni, dall’acquisto dell’impianto da parte di ArcelorMittal, la fabbrica ha chiuso. Un operaio belga intervistato dalle Iene, sostiene che l’interesse economico è legato a doppio filo con il business delle quote di Co2: “Hanno regalato a Mittal le quote di CO2 per produrre, ovvero i permessi per inquinare. E Mittal se le rivende in borsa, perché c’è un mercato di queste quote”, spiega. 

Il giornalista delle Iene ha quindi chiesto a una esperta di una Ong che si occupa di monitoraggio del livello dei gas inquinanti, di spiegare i meccanismi di questo business, che avrebbero fruttato ad ArcelorMittal quasi 2 miliardi di euro in 5 anni. L’ipotesi insomma è che la multinazionale voglia ridurre personale e produzione per produrre meno Co2 e quindi per vendere le quote corrispondenti a ciò che non ha prodotto, in cambio di denaro. E’ pur vero però che produrre meno prodotto finito significa anche ottenere meno ricavi. 

Fonte: Le Iene