Minzolini, ostriche e vini da 100 euro, ospiti a cena. Rai: “No buono”, appello

Pubblicato il 28 settembre 2013 10:31 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2013 10:48
Minzolini, ostriche e vini da 100 euro, ospiti a cena. Rai: "No buono", appello

Augusto Minzolini: i suoi gusti raffinati non piacciono alla Rai

La Rai ha dichiarato guerra a Augusto Minzolini, oggi senatore del Pdl e ex direttore del Tg 1.

Minzolini è stato assolto dalla accusa di peculato, in base alla quale la Rai lo aveva licenziato, ma il Tribunale ha respinto la sua richiesta di reintegro al Tg1, in quanto senatore.

Ora però, secondo quanto scrive Valeria Pacelli sul Fatto, la Rai non si arrende e va in appello contro

“l’assoluzione di Minzolini che era finito sotto inchiesta per l’uso illecito della carta di credito assegnatagli dalla Rai durante il suo mandato alla guida del telegiornale.

“Minzolini era accusato di avere sforato in 14 mesi, il budget a sua disposizione per circa 65 mila euro [ma poi ] ha restituito la somma ed è stato assolto dai giudici che hanno motivato la loro decisione spiegando che l’ex direttore era convinto di poter spendere al massimo 5.200 euro al mese come spese di rappresentanza anche in base ad un accordo con l’allora direttore generale della Rai Mauro Masi“.

Nei motivi di appello della Rai, scrive Valeria Pacelli, c’è

“l’analisi della documentazione delle spese di Minzolini”.

Valeria Pacelli sobbalza di fronte di “gusti sofisticati” di Minzolini: ostriche e vini da 100 euro a bottiglia quando era in nota spese.

Ma il ragioniere della Rai, magari il nuovo direttore generale Luigi Gubitosi in persona, che ha “passato al setaccio i singoli pasti” cade un po’ anche lui nel ridicolo per un accanimento del dettaglio forse degno di miglior causa: cosa c’è di male se un direttore di telegiornale invita a cena invece che a pranzo? E soprattutto invita qualcuno, fino a tre altri commensali oltre a lui?

Dall’esame delle spese di Minzolini emerge

“la selezione di ristoranti rinomati e di lusso; la frequenza quasi quotidiana delle spese, a indicare la soddisfazione di normali esigenze di vita (e non incontri saltuari per ragioni di rappresentanza); il notevole importo di ciascun pasto, pari, ben 8 volte, a una cifra superiore a 400 euro e per ben 31 volte superiore a 300 euro, in una occasione (il 3 marzo 2010) , la spesa è pari a 630 euro!”.

“E ancora: i menu scelti da Minzolini “presentano ben 23 volte il consumo di ostriche! Il pasto è accompagnato in 16 occasioni dallo champagne e comunque sempre da vini pregiati (con prezzi a bottiglia vicini a 100 euro); la predilezione per pregiati crostacei, quali aragosta, astice e granchio, presenti sulle ricevute per ben 28 volte (oltre a pesce crudo, sushi, gamberi e mazzancolle); la presenza, in più occasioni, di due pasti durante i weekend; la netta prevalenza delle cene sui pranzi”.

“Gusti raffinati, che Minzolini amava condividere con altri, tanto che “in 9 occasioni c’erano almeno 4 commensali”.

“E c’è anche un altro dettaglio. Perché quando si trattava di anticipare di tasca propria le spese “di rappresentanza”, per poi ottenere il rimborso, Minzolini, secondo i legali della Rai, avrebbe frenato il suo appetito. Quando anticipava la spesa l’esborso in favore del ristorante era mediamente di importo più contenuto rispetto a quelli pagati con la carta di credito aziendale”.

E poi ancora i legali scrivono:

““Il Dott. Minzolini, nel corso dei 17 mesi citati nel capo di imputazione, ha speso per ‘ragioni di rappresentanza’ 68 mila euro e 400 (da luglio 2009 a settembre 2010), più 6 mila euro e 200 (da settembre a novembre 2010), di cui 65.547 euro non giustificati, oltre a 18 mila euro (per spese di rappresentanza a rimborso), per un totale di 92 mila euro”.