Sarah Scazzi. Sequestrati documenti, audio e video. Cucuzza: “Misura eccessiva”

Pubblicato il 24 Novembre 2010 18:17 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2010 18:28

La Procura di Taranto ha sequestrato documenti, audio e video sulla vicenda di Sarah Scazzi. Sulla questione è intervenuto anche Michele Cucuzza, che non è d’accordo sulla decisione: ”Questa vicenda, per sua stessa natura, non poteva non suscitare tanto clamore, tra la gente e sui media. E’ stato un omicidio terribile, su una ragazzina, maturato dentro la sua famiglia. Ha turbato tutti, proprio come Cogne. E se qualcuno ha ecceduto nei media, ora non vorrei, però, che da un eccesso si passasse ad un altro. Non vorrei che si tornasse come alla storia delle intercettazioni, quando si voleva impedire che venissero pubblicate e diffuse dai giornalisti”.

”Non lo sapevo”, dice il giornalista. ”Quella di Sarah è stata una vicenda che ha segnato una svolta nel rapporto tra cronaca e informazione. A Unomattina abbiamo, come sempre, scelto una linea di ‘misura’, invitando a parlarne esperti e giornalisti della carta stampata. Colgo l’occasione però per difendere i colleghi di Chi l’ha visto e Federica Sciarelli che si sono trovati ad affrontare una situazione molto difficile (in diretta con la mamma di Sarah proprio nelle ore del ritrovamento del corpo della ragazza, ndr). Tutti possiamo aver sbagliato, esagerato, posto male una domanda. Mi ci metto anche io, perché chi fa sbaglia. Ma è innegabile che tutto lo sviluppo dell’inchiesta è avvenuto davanti ai mezzi di comunicazione e tra i loro commenti”.

Proprio alle conseguenze di tanta esposizione mediatica sul caso Scazzi, Cucuzza aveva deciso di dedicare, già prima della notizia di oggi, il suo editoriale settimanale sul Corriere dell’Umbria. ”Parlerò – ha annunciato – dello sconcerto generale della gente quando si è diffusa la voce che il fratello di Sarah, Claudio, fosse andato da Lele Mora a chiedere di poter fare delle serate. Una voce smentita ufficialmente, ma alla quale molti sono stati pronti a credere e commentarla”.