Vieni da me. Massimo Benenato, figlio di Franco Franchi, racconta: “Ha conosciuto la povertà”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 maggio 2019 16:55 | Ultimo aggiornamento: 2 maggio 2019 16:55
Massimo Benenato, il figlio di Franco Franchi a Vieni da me

Vieni da me. Massimo Benenato, figlio di Franco Franchi, racconta: “Ha conosciuto la povertà”

ROMA – Massimo Benenato, figlio di Franco Franchi, ha ricordato il padre durante la trasmissione Vieni da me condotta da Caterina Balivo. Benenato ha parlato del passato di Franchi. “Ha conosciuto la povertà”. Un attore vero, che strappava sorrisi anche dentro casa, così lo ricorda il figlioche dice “Tra lui e mia madre è stato vero amore”.

Franco Franchi e Ciccio Ingrassia hanno formato una delle coppie artistiche più amate dal pubblico, anche se ora non ci sono più. Franchi ha fatto una lunga gavetta e passato un’infanzia difficile, come ha raccontato il figlio Massimo alla Balivo: “Mio padre Franco veniva da un quartiere molto povero. Io ho visitato quella che era la sua casa e mi chiedo come sia riuscito a fare tutto questo. Io ho conosciuto cinque fratelli di mio padre che, essendo il maggiore, intorno ai 9-10 anni è andato via di casa e andava in giro con la sedia girando le varie piazze”.

Parlando della sua vita da attore e della sua famiglia, Benenato ha raccontato: “Lui è nato attore, non ha mai pensato di fare altro e anche per questo ha avuto contrasti con il padre. A dieci anni è andato via di casa e dormiva da una lattaia tornando a casa solo per i fratelli”. Tra Franchi e la moglie invece fu amore a prim vista, ricorda il figlio: “Lui e mamma si sono conosciuti quando lei aveva 13 anni e lui 17. E’ stato un amore sincero, nato nella povertà”.

Poi arrivò l’incontro con Ciccio Ingrassia: “Si sono incontrati perché Ingrassia andava a vedere gli spettacoli che mio padre faceva in piazza. Ciccio poi è diventato di casa ed è stato anche il mio padrino di battesimo”. Una carriera straordinaria, anche se Franchi è stato spesso criticato: “Mio padre è stato massacrato, molto criticato perché all’epoca, chi non veniva dal teatro tragico non era considerato un grande attore. Poi la critica si è ricreduta”.