Turismo: borghi, Giacciano con Baruchella, tre passi in uno

Pubblicato il 30 Ottobre 2010 - 02:50 OLTRE 6 MESI FA

Giacciano con Baruchella meriterebbe una visita solo per capire come fanno a incastonare un simile nome nei pur limitati cartelli stradali. E in realta’ non e’ finita perche’ a questo comune in provincia di Rovigo situato nell’alto Polesine, ai confini con il veronese, oltre a Baruchella, maggior centro abitato e sede municipale, andrebbe aggiunto anche il nome del terzo nucleo, Zelo. Insomma compri tre e paghi uno, come amano dire da queste parti, in queste terre tra il Tartaro e i canali Fossa Maestra e Scolo Malopera che viaggiano su antichi alvei dell’Adige chiamate Rotta del Castagnaro e Rotta del Malopera.

Tanta acqua ha significato per secoli palude almeno sino al ‘600 quando i ferraresi Bentivolgio d’Aragona diedero il via alle bonifiche completate successivamente da Venezia e Stato Pontificio, i due Stati che si dividevano i tre paesi, e quindi dagli Asburgo che dal Primo gennaio 1859 battezzarono il Comune con l’attuale denominazione. E’ grazie a questi domini che a Giacciano, Baruchella e Zelo chiese e palazzi non mancano; ai Bentivoglio ad esempio si deve la costruzione della chiesa parrocchiale di Giacciano – abbellita poi dalle lapidi sepolcrali tra le quali il bassorilievo della ‘Dolente’, attribuita al Canova – e del grande complesso rustico: la Corte Bentivoglio eretta nel 1734 come residenza di campagna, al centro di una vasta proprieta’ tutta recinta di mura.

Lo stesso centro di Baruchella deve il suo nome ad una famiglia di bonificatori: i Cisamini della Fratta detti ”Baruchello”, che vi eressero la prima chiesetta dedicata a San Pietro Martire alla fine del ‘400, trasformata poi nell’attuale chiesa parrocchiale alla fine del ‘700. Nello stesso secolo era stata riedificata e ampliata l’antica chiesa di Sant’Andrea a Zelo, edificio distrutto dai bombardamenti dell’ultima guerra, tranne il campanile barocco che svetta ancora vicino al nuovo edificio sacro costruito nel 1966, nelle immediate adiacenze del ponte sul Tartaro.

Le opere d’arte sono un richiamo gia’ sufficiente per puntare l’auto da queste latitudini, ma a Giacciano con Baruchella c’e’ una fervida attivita’ per lo sviluppo del turismo locale gestita dalla Pro Loco: un’associazione che il prossimo 15 novembre celebrera’ i 15 anni dell’atto costitutivo, un periodo a volte trascorso a redimere le sfide di campanile tra i tre centri comunali ma risolte praticamente da uno scolaro: fu infatti un bambino qualche tempo fa a ideare il logo dell’associazione che mise d’accordo tutti: tre campanili iscritti in un cerchio a sua volta racchiuso in un rombo ‘legato’ da un nastro con la dicitura ‘Pro Loco’. Tra i patiti delle maratone e delle non competitive Giacciano con Baruchella e’ famosa per la sua ‘Caminada tra i kiwi’, percorsa nella natura, tra strade campestri, frutteti, golene, promossa dal locale gruppo podistico tra le coltivazioni regine dell’economia agricola della zona. Una Passeggiata da affrontare non esclusivamente nel corso della manifestazione ma da ‘assumere’, senza controindicazioni, ogni volta si abbia bisogno di silenzio, pace e relax.