Palestrina (Roma): tre rapine a mano armata in un giorno, 3 arresti

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Ottobre 2019 18:27 | Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2019 23:26
rapina palestrina roma

Un frame del video di una delle rapine

ROMA – I Carabinieri di Palestrina in provincia di Roma, hanno arrestato tre persone, con l’accusa di rapina, tentata rapina, tentato omicidio, detenzione e porto di arma risultata durante una perquisizione con la matricola abrasa.

I fatti risalgono allo scorso 11 settembre, quando nelle prime ore della mattinata, in stretta successione, avvengono tre episodi di rapina a mano armata nei confronti di tre diversi esercizi commerciali, il bar “Romano” in via Casilina a Roma, il bar “Area 51” in via Proust a San Cesareo in provincia di Roma e la sala slot “Belvedere” in via Maremmana sempre a San Cesareo.

La prima rapina è stata interrotta a causa della resistenza opposta da un impiegato che ha costretto uno dei rapinatori a sparare un colpo di arma da fuoco a scopo intimidatorio. A causa anche “della difficoltà di accesso alla cassa”, spiegano gli inquirenti, la tentata rapina è stata interrotta.

Poco dopo i tre hanno però messo a segno una seconda rapina lungo la via Casilina, nel bar “Area 51” dove, riscontrata l’assenza di denaro all’interno della cassa, uno di loro, sotto minaccia della pistola, si è fatto consegnare il denaro prelevato dal portafogli personale di un impiegato.

In seguito i tre rapinatori, come emerso dalle indagini, si sono diretti alla poco distante sala slot “Belvedere” dove, come documentato anche dall’impianto di videosorveglianza, “uno di loro, con il volto travisato da una sciarpa e con la pistola in pugno”, si è introdotto all’interno dell’esercizio commerciale “minacciando il cassiere per farsi consegnare il denaro contenuto nella cassa”.

Un impiegato addetto alla sicurezza, nel tentativo di sventare la rapina in corso ha colpito con uno sgabello il rapinatore che ha esploso due colpi d’arma da fuoco colpendolo all’inguine, hanno ricostruito gli inquirenti. Il rapinatore, impossessatosi di 2500 euro, è uscito dal locale dove ad attenderlo, a bordo di un’auto, vi erano i suoi due complici insieme ai quali è fuggito.

Nel corso dell’operazione, durante una perquisizione domiciliare, i carabinieri hanno trovato nell’abitazione di uno degli arrestati una pistola semiautomatica calibro 7.65 con matricola abrasa, compatibile per calibro e tipologia con l’arma utilizzata nei colpi.

Il gip del Tribunale di Tivoli, sottolinea che “il quadro indiziario a carico degli indagati è solidissimo …articolato sulla scorta di un bagaglio investigativo che ha rapidamente assunto tratti di indiscutibile e stringente attitudine probatoria e incriminante”.

Prosegue il gip: “La pervicace spregiudicatezza operativa… la disponibilità di armi e l’inclinazione a farne disinvolto impiego contro le persone, l’abitudine all’assunzione di alcool e di droghe… strutturano un contesto in cui campeggia e spicca l’accentuata pericolosità degli indagati – conclude il gip – Costoro sono ben disposti all’aggressione e all’uso di armi pur di soddisfare il loro contingente bisogno economico…”.

Fonte: AdnKronos, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev